Accordo sul Brugneto, Genova non ci sta e fa ricorso al Tar: chiesto l’annullamento

Il Comune guidato da Silvia Salis si oppone alla “stretta di mano” da 4 milioni di metri cubi di acqua per la Valtrebbia in estate

Cristian Brusamonti
|6 ore fa
L’invaso del Brugneto: il Comune di Genova ha presentato ricorso al Tar sull’accordo tra Regioni
L’invaso del Brugneto: il Comune di Genova ha presentato ricorso al Tar sull’accordo tra Regioni
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Quello sul Brugneto e sui rilasci d’acqua in favore della Valtrebbia era stato dipinto come un accordo in grado di soddisfare tutte le parti: agricoltori e amministratori, Regioni di segno politico differente, Consorzio di Bonifica e perfino Legambiente. Ma evidentemente ci si è dimenticati di fare i conti con la città metropolitana di Genova: a sorpresa (ma fino a un certo punto), l’amministrazione comunale ligure ha presentato un ricorso al Tar contro l’accordo firmato a fine luglio tra le Regioni Liguria ed Emilia Romagna, sotto l’egida dell’Autorità di Bacino Fiume Po. L’ormai famosa “stretta di mano” da (almeno) 4 milioni di metri cubi d’acqua all’anno potrebbe, così, avere adesso gambe più fragili e non essere più considerata qualcosa di scontato.
Il ricorso al Tar della Liguria è stato promosso dal Comune genovese guidato da Silvia Salis contro l’Autorità di Bacino Fiume Po, l’Autorità di Bacino Appennino Settentrionale, la Regione Liguria, la Regione Emilia Romagna e nei confronti di Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture, Comune di Piacenza e Provincia di Piacenza. Genova chiede l’annullamento del verbale della riunione dello scorso 28 luglio, nella quale è stato condiviso e approvato lo schema di accordo di programma per la gestione dei rilasci idrici dal lago del Brugneto nel periodo tra il 15 maggio e il 15 settembre.
Ma si contesta anche il contenuto stesso dell’accordo (siglato dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dal suo omologo emiliano Michele de Pascale e dal segretario generale AdbPo Alessandro Delpiano) e la successiva trasmissione dell’atto, avvenuta il 4 agosto scorso, ai due Ministeri citati.