I nomi dei 33 morti della strage di Vezimo letti a Montecitorio

Un piccolo risarcimento postumo a 82 anni di distanza, presenti i familiari dall’Alta Valtrebbia. Ricordati anche i Wellington precipitati

Redazione
|1 ora fa
La presentazione dei libri “Volevamo solo ballare” e “Wellington Hz182” a Montecitorio
La presentazione dei libri “Volevamo solo ballare” e “Wellington Hz182” a Montecitorio
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Qualcuno corre verso il binario 4, per il Frecciarossa diretto per Roma che parte da Piacenza alle 6.24. Molti si sono svegliati all’alba perché la strada da Marsaglia, da Bobbio, è lunga. «Non prendevo un treno da un bel po’», sorride l’alpino Endro Bongiorni, 82 anni, gambe fortissime, e intorno a lui nipoti e figli, tutti insieme verso la Capitale. Lui è il fratello di una delle vittime di Vezimo: un pastorello che si chiamava Giovanni ed era un bambino. «Ho chiamato mio figlio Giovanni, come lui», e gli occhi si riempiono di lacrime.
«All’inizio ero titubante dal venire, poi ho pensato a quando mia mamma prendeva il treno da sola per Roma, per andare a fare la visita da mutilata di guerra. Lei sì che aveva coraggio. Oggi sono qui per lei, e se non ho coraggio lo troverò», racconta Anna Toscanini, sul treno con il fratello Ugo e il nipotino Giacomo, che frequenta la prima media a Rivergaro.
La giornata è speciale: i nomi delle 33 vittime della strage di Vezimo, che avevano dai 9 anni in su, vengono letti alle 13 a Montecitorio, dove è stato presentato il libro “Volevamo solo ballare” scritto da Elisa Malacalza, giornalista di Libertà, con Alice Lombardelli e Marco Ridella ed edito da Officine Gutenberg, a Roma rappresentate da Paolo Menzani. Nell’occasione, è stato presentato anche il libro “Wellington Hz182 : la bambina che spense la bomba” di Paolo Zanardi, che da innamorato della Valboreca è riuscito a organizzare l’incontro nel palazzo della Camera dei deputati grazie all’affetto per la valle dimostrato dall’onorevole Roberto Traversi (che era stato alla presentazione dei libri a Capanne di Cosola), della sua assistente Letizia Naraci e Maurizio Fidio. Tra i presenti anche tanti amici di Genova.