Il Sabbione avanza, a Sarmato si cammina
nel letto del Po in secca

Le due sponde distano solo una cinquantina di metri. Riaffiorano fossili, cocci e rifiuti 
e la navigazione diventa sempre più difficile

Cristian Brusamonti
|2 ore fa
La secca scopre il Sabbione, dove riaffiorano oggetti trasportati dalla corrente- © Libertà/Cristian Brusamonti
La secca scopre il Sabbione, dove riaffiorano oggetti trasportati dalla corrente- © Libertà/Cristian Brusamonti
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Soltanto qualche mese fa, la nostra sarebbe stata una camminata sulle acque. Invece oggi, a Sarmato, è possibile percorrere su quello che era il normale letto del fiume Po senza neanche bagnarsi i piedi: a fare il “miracolo”, se così si può dire, è l’eccezionale magra del fiume. E così adesso, da sponda a sponda, la distanza è di non più di una cinquantina di metri: una sciocchezza per chi volesse raggiungere Monticelli Pavese a colpi di bracciate.
Siamo sul cosiddetto “Sabbione” di Sarmato, tra l’antico porto di Veratto e la centrale elettrica “Amaldi”: solo uno dei tanti spiaggioni che, complice la siccità e il caldo fuori misura, hanno guadagnato terreno con il progressivo ritiro delle acque. Oggi fa impressione vedere come sia possibile raggiungere a piedi luoghi normalmente allagati, anche nelle estati più calde. È la condizione ideale per i cercatori di fossili antichi, ma anche per imbattersi nei resti dell’attività umana di ieri - antichi cocci di chissà quale epoca - e di oggi: rifiuti di tutti i tipi, dagli pneumatici ai giocattoli, dalle scarpe a vecchi flaconi di plastica. Sono spiagge che non attirano alcun amante della tintarella, ma sono frequentate da pescatori occasionali, bracconieri e lupi che cercano refrigerio.
La situazione “desertica” non è una novità. Semmai lo è per il mese di giugno, periodo nel quale è davvero difficile vedere il Po già in queste condizioni.