Ottone, riapre l’ex Belvedere a 72 anni. Bepi: «Non sono un eroe, amo il paese»
«In montagna un bar è una piazza coperta» dice la vicesindaca. La sfida di Moscardini tra ricordi d’infanzia e lotta allo spopolamento
Paola Brianti
|3 mesi fa

Giuseppe Moscardini, detto Bepi, dietro il bancone
In paese non si parla se non di lui. «Un eroe», dicono a Ottone. Perché Giuseppe Moscardini, per tutti “Bepi” o “Mosca”, ha passato i settant’anni e, anziché godersi la pensione, ha deciso di fare una mezza follia: riaccendere le luci dell’ex Albergo Belvedere, chiuso dal 2020, e trasformarlo nel nuovo bar L’Orso. Un’inaugurazione che per questo piccolo borgo ha il sapore del miracolo.
«Eroe? No, non mi sento un eroe - assicura Bepi - Ho solo fatto una cosa che mi piaceva fare. E amo questo paese, al di là dell’aspetto imprenditoriale». Eppure, in un territorio che lotta ogni giorno contro lo spopolamento, riaprire una saracinesca è un atto di resistenza. Un battesimo del fuoco: in questi giorni in cui gli altri locali sono chiusi per ferie, il bar L’Orso è l’unico aperto in paese.

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