Trebbia in secca: zero precipitazioni e lande desertiche
Qualche speranza potrebbe arrivare dal rilascio dell’acqua dalla diga del Brugneto
Cristian Brusamonti
|3 ore fa

Il Trebbia ridotto a landa desertica sotto al ponte stradale tra San Nicolò e Sant'Antonio
C’era una volta il Trebbia. Sì perché dove fino ad alcune settimane fa l’acqua scorreva ancora cristallina oggi sono rimaste pozze desertiche più consone alla savana africana. Siamo sotto al ponte stradale tra San Nicolò e Sant’Antonio, dove giorno dopo giorno gli automobilisti hanno visto arretrare sempre di più l’acqua in favore di sabbia e pietrame. Nulla di nuovo a quelle latitudini, si potrebbe dire, siamo in estate. Ma è decisamente poco frequente vedere il fiume andare completamente in secca già a metà giugno. Così il Trebbia, nel suo tratto terminale, ha già perso il titolo di fiume: l’acqua non scorre più dalla sorgente alla foce.
È da almeno una settimana che il fiume è in cura dimagrante, sotto le sferzate di un sole cocente, di temperature che arrivano a 37 gradi e zero precipitazioni, neanche in montagna. Se da Bobbio in su i tuffi non mancano, nella zona più bassa sopravvivono solo delle pozze più o meno vaste, destinate ad asciugarsi nel giro di breve tempo e frequentate solo da volatili assetati. È il segnale che la stagione irrigua e l’estate sono iniziate entrambe a piano regime e che l’oro blu non basterà per tutti, agricoltori in primis. In queste zone, in estate il rispetto del deflusso minimo vitale sembra in deroga perenne.
Qualche speranza per il Trebbia potrebbe arrivare dal rilascio dell’acqua dalla diga del Brugneto, tema sul quale arriva da più parti una viva irritazione per l’impasse istituzionale e il preoccupante silenzio nel quale è caduta la trattativa tra Regioni per il rinnovo della concessione idropotabile a favore del Piacentino.

