Elezioni provinciali: fumata nera dal Pd, il centrodestra non ha un nome

Il direttivo non scioglie le riserve su Patelli. Dall'altra parte, forse, nessun candidato presidente

Thomas Trenchi
|16 ore fa
Elezioni provinciali: fumata nera dal Pd, il centrodestra non ha un nome
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Foto di gruppo, strette di mano e sorrisi. L’ultimo consiglio provinciale, riunito ieri in corso Garibaldi, si chiude nel segno della “Casa dei Comuni” e di quella «linea trasversale» che la presidente uscente Monica Patelli rivendica come cifra del suo mandato.
Ma ora la partita per il futuro della Provincia entra nel vivo. All’orizzonte ci sono le elezioni del 29 novembre. In palio la presidenza, per quattro anni e con compenso, e dieci seggi in consiglio provinciale, per un mandato di due anni a titolo gratuito. A scegliere non saranno i cittadini, ma i 580 sindaci e consiglieri comunali del territorio.
A margine della seduta di ieri, dunque, le voci iniziano a delineare gli scenari. Il centrodestra potrebbe persino rinunciare alla corsa per la presidenza. A prospettare l’ipotesi è Franco Albertini, vicepresidente e sindaco di Alta Valtidone: «Entro fine settimana ci confronteremo con i partiti. Non è escluso che il centrodestra non presenti un proprio candidato: i numeri parlano chiaro e, se la situazione resta questa, significherebbe proporre una candidatura con possibilità di sconfitta quasi certe». Se la coalizione decidesse di correre, però, Albertini sarebbe tra i nomi più accreditati. «Non è stato deciso nulla», precisa. La prossima Provincia dovrà essere più politica e meno trasversale? «Mi auguro che si possa mantenere un clima condiviso. Se questa impostazione verrà confermata - risponde Albertini - potrebbe essere il motivo per cui il centrodestra sceglierà di non presentare un proprio candidato».
Sul futuro della gestione trasversale si gioca anche la partita di Patelli, che si è già detta disponibile a un secondo mandato. Il Pd punta però a un bis più politico. Il direttivo, che avrebbe dovuto riunirsi ieri sera per discuterne, ha rinviato l’appuntamento per prendersi qualche giorno in più di riflessione. Patelli non è iscritta al partito, pur essendo espressione del centrosinistra. «I nodi da sciogliere sono legati alle ritualità politiche», commenta la presidente uscente, che infine ringrazia consiglieri, dirigenti e dipendenti per «la collaborazione di questi anni».