Resti fossili e montagne in miniatura per il museo geologico
All'esposizione di Castellarquato donate le collezioni del paleontologo Mario Della Marta e dell'istruttore di roccia Licio Tezza, esperto di Himalaya
Federica Duani
|1 ora fa

Una delle suiseki della collezione donata da Licio Tezza
Due donazioni di grande valore scientifico, ma anche umano e simbolico, hanno recentemente arricchito il patrimonio del museo geologico Cortesi di Castellarquato, riportando alla luce il lavoro, la passione e l’eredità culturale di due figure centrali della ricerca naturalistica piacentina: Mario Della Marta e Licio Tezza. «Ho ricevuto il materiale con grande gioia», racconta Carlo Francou, la cui direzione scientifica del museo si è conclusa con la fine del 2025.
I resti fossili
La prima e più recente acquisizione riguarda una consistente e preziosa collezione di resti fossili, in gran parte invertebrati, provenienti dalle zone della Val Chero e della Valdarda. I reperti furono raccolti negli anni Ottanta e Novanta da Mario Della Marta e a fine novembre 2025 sono stati donati al museo dai figli Marina e Andrea Della Marta, che li hanno rinvenuti circa un mese fa durante lo sgombero di uno scantinato dell’abitazione dei genitori. Mario Della Marta, morto nel 2005, è considerato il padre della ricerca paleontologica amatoriale nel Piacentino.
Montagne in miniatura
La seconda donazione riguarda invece la collezione di suiseki, le cosiddette “montagne in miniatura”, raccolta da Licio Tezza e donata al museo dalla professoressa Annarita Volpi, presidente della Società piacentina di scienze naturali, di cui Tezza era socio. I suiseki sono piccole pietre modellate dall’azione dell’acqua e degli agenti atmosferici, selezionate per la loro forma, equilibrio ed essenzialità evocativa. Scomparso nel 2020, Licio Tezza è stato una figura di spicco del Club Alpino Italiano piacentino, istruttore di roccia e protagonista di spedizioni in Himalaya.

