A Borgonovo è l'ora della fiera con 200 banchi: otto pagine di Speciale su "Libertà"
Il tradizionale “rito” di Pasqua e Pasquetta ogni anno richiama migliaia di visitatori in arrivo anche da fuori provincia
Mariangela Milani
|9 ore fa

Una precedente edizione della fiera di Borgonovo
A Borgonovo il conto alla rovescia è ormai terminato. Nel giorno di Pasqua, e poi di nuovo nel lunedì di Pasquetta, l'appuntamento d'obbligo è con la Fiera dell’Angelo. Un rito che affonda le radici in un passato lontano, quando la fiera di Borgonovo era una delle maggiori fiere del bestiame di tutta la provincia, con un richiamo che travalicava i confini locali. Quel richiamo è rimasto.
Ancora oggi la fiera dell’Angelo rappresenta un’attrattiva in grado di portare in paese migliaia di visitatori anche da fuori provincia. Dell’antica fiera del bestiame e della sua vocazione agricola restano invece solo alcuni richiami, come la sempre ammiratissima rassegna zootecnica nel fossato della rocca, ma di certo nel corso dei decenni la fiera nel suo complesso ha cambiato pelle, adeguandosi a tempi, mode e gusti che sono via via cambiati.
I preparativi sono in atto ormai da giorni e la fiera è stata anticipata dall’apertura delle aree luna park, in piazza Garibaldi, via Sarmato e piazza De Cristoforis (quest’ultima più adatta ai bambini), da sempre apripista del maxievento di inizio primavera.
Domenica, dalle prime luci dell’alba, prende il via la rassegna degli ambulanti, dislocati nel centro storico del paese. Alle oltre 200 bancarelle del mercato di Pasqua si aggiungeranno rassegna del volontariato, lungo via Roma, e poi ancora rassegna degli hobbisti e artigiani creativi in via Fermi, banco di beneficenza nella chiesa del Santissimo Sacramento, con anche mercatino dell’usato sotto i portici dell’oratorio parrocchiale e mostra degli attrezzi di una volta nel centro pensionati di viale Fermi.
Il momento più atteso, e caratteristico, è forse lunedì, quando nel fossato della rocca sbarca la rassegna zootecnica, terza Rassegna della Biodiversità organizzata dall’Associazione Regionale Allevatori Emilia-Romagna (Araer). Ad animarla sono sei razze di cavalli, asino romagnolo, sette di bovini tra razze da latte e da carne, quattro razze di ovicaprini, dieci razze di conigli iscritti nell’albo genealogico, per un totale di circa 70 esemplari cui si aggiungono 30 galline.

