Bobbio Film Festival, l'attualità italiana con Bellocchio e nella voce di Englaro
Redazione Online
|12 anni fa

Cinema e letteratura: da un lato “La Bella Addormentata” di Marco Bellocchio, protagonista della prima domenica del Bobbio Film Festival, dall’altro i due volumi che hanno arricchito l’offerta della serata, presentati dallo sceneggiatore del film, Alberto Cattini e da Peppino Englaro.
La società contemporanea e la storia italiana sono uno sfondo onnipresente nelle pellicole del regista piacentino che ha scelto di ambientare “La bella addormentata” nei giorni in cui morì Eluana Englaro: “Ovviamente non è un soggetto autobiografico, ma è ispirato a un evento che mi colpì molto profondamente – ha spiegato Bellocchio ai microfoni di Telelibertà – in tutti i personaggi ci sono differenti opinioni o esperienze sul tema dell’eutanasia, esattamente come nella realtà”.
“Ho sentito il bisogno di scrivere un libro per dare informazioni precise alle persone su quello che è accaduto – ha raccontato il padre di Eluana, Peppino Englaro – l’obiettivo non è far passare un messaggio, ma semplicemente far sapere i fatti; a chiunque potrebbe capitare di trovarsi nelle mie stesse condizioni”.
Gli autori nel tardo pomeriggio hanno incontrato i ragazzi del corso “Fare critica” con cui hanno discusso del rapporto tra parole e immagini, moderati dal critico Enrico Magrelli.
Il primo weekend della diciassettesima rassegna cinematografica della Valtrebbia non ha tradito le attese del fedele pubblico che ha partecipato numerosissimo.
La società contemporanea e la storia italiana sono uno sfondo onnipresente nelle pellicole del regista piacentino che ha scelto di ambientare “La bella addormentata” nei giorni in cui morì Eluana Englaro: “Ovviamente non è un soggetto autobiografico, ma è ispirato a un evento che mi colpì molto profondamente – ha spiegato Bellocchio ai microfoni di Telelibertà – in tutti i personaggi ci sono differenti opinioni o esperienze sul tema dell’eutanasia, esattamente come nella realtà”.
“Ho sentito il bisogno di scrivere un libro per dare informazioni precise alle persone su quello che è accaduto – ha raccontato il padre di Eluana, Peppino Englaro – l’obiettivo non è far passare un messaggio, ma semplicemente far sapere i fatti; a chiunque potrebbe capitare di trovarsi nelle mie stesse condizioni”.
Gli autori nel tardo pomeriggio hanno incontrato i ragazzi del corso “Fare critica” con cui hanno discusso del rapporto tra parole e immagini, moderati dal critico Enrico Magrelli.
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