Borgonovo piange Giuseppe Carrà, custode della memoria del convento di San Bernardino

Aveva 82 anni. Ex bancario, appassionato di storia, arte e botanica, ricostruì le origini dell'antico convento francescano. La sua casa era un piccolo museo immerso nei fiori.

Mariangela Milani
|2 ore fa
Giuseppe Carrà con il suo volume
Giuseppe Carrà con il suo volume
1 MIN DI LETTURA
Borgonovo piange Giuseppe Carrà, scomparso a 82 anni, ex bancario e appassionato studioso di storia locale, arte e botanica. A lui si deve soprattutto la riscoperta della storia del convento di San Bernardino, uno dei luoghi simbolo del paese, oggi in stato di abbandono.
Nel 2016, dopo pazienti ricerche d'archivio, Carrà aveva ricostruito le vicende del complesso francescano, dal 1457 fino al 1992, quando i frati minori lasciarono Borgonovo. Dalle sue ricerche emerse che i conventi erano stati due: il primo edificato nel 1457 nell'area dell'attuale Istituto Andreoli, il secondo nel 1882 lungo via Pianello. «È un modo per lasciare una traccia, perché la memoria di questo posto non vada perduta», spiegava.
Nel 2019 pubblicò “Scintille e sprazzi di storia e arte borgonovese”, dedicato ai monumenti e ai tesori architettonici locali.
L'altra grande passione erano le piante, coltivate nella sua “Domus Amaliae”, uno straordinario giardino con peonie, rose, ortensie, agrumi, statue e laghetti con ninfee. Alle pareti custodiva anche antichi attrezzi, testimonianza dei mestieri di un tempo. Una casa museo che raccontava il suo profondo amore per Borgonovo e le sue tradizioni.