Caldo estremo, i sindacati lanciano l'allarme: «A rischio scuole, case di riposo e operatori ecologici»
Dalla Cgil alla Cisl richieste di interventi urgenti: aule roventi, anziani fragili e lavoratori costretti a operare sotto il sole con temperature oltre i 35 gradi
Redazione Online
|2 ore fa

INAUGURAZIONE ANNO SCOLASTICO
L'ondata di caldo che sta investendo il territorio piacentino non mette in difficoltà soltanto cittadini e categorie fragili. A lanciare l'allarme sono i sindacati, che denunciano situazioni critiche in diversi ambiti lavorativi e assistenziali. Dalle scuole trasformate in "fornaci", alle case di riposo alle prese con impianti di climatizzazione insufficienti, fino agli operatori della raccolta differenziata costretti a lavorare sotto il sole nelle ore più calde della giornata, cresce la preoccupazione per la salute e la sicurezza di lavoratori e utenti.
Scuole roventi: «Non si aspetti che qualcuno si senta male»
La FLC CGIL di Piacenza denuncia come il problema delle alte temperature negli edifici scolastici sia ormai diventato strutturale. Se le lezioni sono terminate nella maggior parte degli istituti, nelle scuole dell'infanzia le attività proseguono fino al 30 giugno, mentre nei primi giorni di luglio sono in programma esami di Stato, corsi di recupero e attività amministrative.
«Siamo di fronte a una situazione di stress fisico non più tollerabile», afferma il sindacato. Secondo la FLC, lavorare o sostenere un esame con temperature superiori ai 30 gradi all'interno delle aule compromette non solo il benessere psicofisico, ma anche la lucidità necessaria per affrontare attività particolarmente impegnative.
Nel mirino finiscono edifici spesso privi di adeguato isolamento termico e di sistemi di raffrescamento. «Non si può attendere che qualcuno si senta male in classe per intervenire», sottolinea il sindacato, che chiede agli enti locali un piano di adeguamento degli immobili scolastici e invita i dirigenti scolastici a valutare anche la sospensione delle attività qualora le condizioni ambientali mettano a rischio la salute di studenti e lavoratori.
Case di riposo sotto pressione
L'allarme arriva anche da FP CGIL e SPI CGIL Piacenza, che segnalano criticità in diverse strutture sanitarie e sociosanitarie del territorio.
Condizionatori assenti, guasti o sottodimensionati e organici già ridotti all'osso sono le problematiche evidenziate dai sindacati. Una situazione che rischia di avere conseguenze particolarmente gravi per gli ospiti più fragili.
«I più esposti sono gli anziani non autosufficienti e con pluripatologie – spiega Claudio Malacalza dello SPI CGIL –. Per loro poche ore in ambienti surriscaldati possono trasformarsi rapidamente in un'emergenza clinica».
Sotto pressione anche operatori socio-sanitari, infermieri e addetti all'assistenza. «Quando manca personale e il condizionamento non funziona aumentano i rischi di colpi di calore e infortuni», evidenziano FP CGIL e SPI CGIL, chiedendo controlli immediati, il ripristino degli impianti, l'aggiornamento delle valutazioni sul rischio da stress termico e il rafforzamento degli organici.
La Cisl: «Proteggere chi raccoglie i rifiuti»
Sul fronte dei lavoratori all'aperto interviene invece la Cisl Funzione Pubblica, che richiama l'attenzione sulla situazione degli operatori ecologici impegnati nel servizio di raccolta differenziata.
Secondo il sindacato, le condizioni climatiche delle ultime settimane rendono sempre più difficile svolgere il servizio in sicurezza. «Con queste temperature e una dotazione di organico che riteniamo spesso insufficiente, il carico di lavoro individuale rischia di superare i livelli di guardia», afferma la Cisl Fp.
L'organizzazione sindacale sottolinea come la movimentazione di sacchi e contenitori pesanti, effettuata con temperature che raggiungono i 35 gradi e tassi di umidità elevati, esponga il personale a un concreto rischio di colpi di calore, configurabili a tutti gli effetti come infortuni sul lavoro.
Per questo la Cisl chiede una rimodulazione urgente degli orari del servizio, in modo da evitare le fasce più calde della giornata, oltre alla fornitura di dispositivi e strumenti adeguati per prevenire malori e situazioni di pericolo.
«Il cambiamento climatico impone nuove risposte»
Pur riferendosi a settori diversi, le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali convergono su un punto: il caldo estremo non può più essere considerato un'emergenza occasionale.
Le temperature elevate sono ormai una realtà ricorrente, sostengono i sindacati, e richiedono interventi strutturali in termini di organizzazione del lavoro, adeguamento degli edifici, prevenzione sanitaria e tutela della sicurezza. L'obiettivo è evitare che il prezzo delle ondate di calore venga pagato dai lavoratori, dagli studenti e dalle persone più fragili.


