Cartellone antifascista strappato a Sarmato. La sindaca Ferrari: "Vergogna"

I manifesti della campagna esposti per l'anniversario della Liberazione dell'Italia. A Sarmato sono stati ricordati 53 partigiani, 40 internati militari e il sacrificio di tanti civili

Cristian Brusamonti
|4 ore fa
Uno dei manifesti esposto nel cortile delle scuole medie di Sarmato
Uno dei manifesti esposto nel cortile delle scuole medie di Sarmato
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 «Il 25 Aprile non significa solo ricordare ma capire quale sia il nostro posto, come collocarvisi senza incertezze, ripensamenti o dubbi, come 81 anni fa avevano fatto Dario Marazzi e gli altri combattenti di questa nostra piccola patria».
L’invito arriva a Sarmato dalla giornalista di Libertà e ricercatrice dell’Isrec Elisabetta Paraboschi: è toccata a lei, quest’anno l’orazione ufficiale della cerimonia in ricordo della Liberazione nei pressi del monumento ai caduti di piazza Roma, con gli Alpini e le altre associazioni.
Paraboschi, assieme alla sindaca di Sarmato Claudia Ferrari, ha ricordato i 53 partigiani di Sarmato riconosciuti come combattenti, la quarantina di Imi allo stesso modo protagonisti della Resistenza, i civili che contribuirono alla Resistenza e quei caduti che non hanno potuto festeggiare la Liberazione.
Quindi, ha esaltato quelle 922 donne sarmatesi che il 17 marzo del 1946 votarono per la prima volta alle amministrative. «Oggi le sindache italiane sono 1186, cresciute di 8 volte in quarant’anni» ricorda Paraboschi. «Ma la loro incidenza tra i sindaci è ancora ferma al 15 per cento». Se il sindaco dei ragazzi Pietro Mogavero ha ricordato la storia di Guido Moia (cui è dedicata la scuola sarmatese), la sindaca Ferrari rivela che uno dei manifesti della campagna "Orgoglio antifascista" di Cheap affissi in paese è stato strappato.
«Lo hanno fatto di nascosto, senza avere il coraggio di dirsi apertamente fascisti» dice. «È giusto che si vergognino di esserlo, lo urlano solo quando sono in gruppo, come i bulli». La giornata si è conclusa con l’esibizione del gruppo musicale della scuola "Mazzini", con la merenda solidale nel giardino del centro Umberto I e con la proiezione del documentario «Radici di libertà» con il ricordo dei giorni della Liberazione nelle testimonianze dei sarmatesi. Ferrari: «Si vergognino di essere fascisti». Paraboschi: «Qui il sacrificio di 53 partigiani, 40 Imi e tanti civili. Scegliamo, come Dario Marazzi»