Adiconsum Parma Piacenza: "No a speculazioni carburanti e ridurre le accise"
Redazione Online
|3 anni fa

Continuano a lievitare gli importi del pieno di carburante, sia esso benzina o diesel. “Indubbiamente un fatto vero anche nel nostro territorio, fa notare Aurelio Carlo Vichi, presidente Adiconsum Cisl Parma Piacenza, e non solo a causa di quanto sta accadendo nel conflitto tra Russia e Ucraina, che influisce sul prezzo finale. Altri aumenti sono dovuti al modo in cui vengono calcolati i prezzi dei carburanti, e mi riferisco a tutte le accise. Oltre a questo sono possibili speculazioni, infatti a distanza di pochi chilometri vediamo differenze significative dei costi alla pompa”.
Adiconsum, come le altre associazioni consumatori, è preoccupata dall’incremento del prezzo dei carburanti che complica ulteriormente la vita dei cittadini, vista anche l’altra inflazione che assottiglia sempre di più le capacità di spesa delle famiglie. “Adiconsum Parma e Piacenza, conclude Vichi, chiede e sollecita le autorità competenti a vigilare affinché non si verifichino situazioni improprie da parte dei soggetti interessati alla vendita dei prodotti petroliferi”.
Un pieno di benzina costa in media 8,9 euro in più rispetto a fine dicembre, il che equivale a una maggiore spesa, su base annua, di circa 220 euro ad automobilista. “Se a questo aumento aggiungiamo che le famiglie piacentine, come del resto quelle di tutta Italia, hanno dovuto sborsare a causa dell’incremento del carrello della spesa nel 2022 oltre 500 euro in più rispetto all’anno precedente, e questo riferito solo agli alimentari, e se aggiungiamo poi i maggior costi per le bollette di luce e gas, non c’è, sottolinea Vichi, molto da stare allegri: la gestione dei bilanci familiari diventa ardua e complicata”.
Il rialzo dei carburanti, riconosce Adiconsum, era atteso: come effetto dell’aumento delle accise, ma al netto della maggiore tassazione, la componente di prezzo che non risente di Iva e accise, avrebbe dovuto scendere per effetto del calo delle quotazioni del petrolio. Perciò la sollecitazione di Adiconsum alla politica a muoversi per evitare speculazioni e a provvedere alla riduzione delle accise.
Il rialzo dei carburanti, riconosce Adiconsum, era atteso: come effetto dell’aumento delle accise, ma al netto della maggiore tassazione, la componente di prezzo che non risente di Iva e accise, avrebbe dovuto scendere per effetto del calo delle quotazioni del petrolio. Perciò la sollecitazione di Adiconsum alla politica a muoversi per evitare speculazioni e a provvedere alla riduzione delle accise.
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