«Ai giovani consiglio l'arte del ferro»
«La scommessa vinta» di papà Sandrino e la passione del figlio Marco. Rivivi le emozioni della sesta tappa del viaggio tra "L'Arte del Fare"
Redazione Online
|2 ore fa

Marco Vincenti con "l'artigiano del ferro" Marco Crivellin
«Ho avuto la fortuna di vedere mio figlio prendere in mano e fare crescere la realtà a cui ho dedicato tutta la vita». È nelle parole di Sandrino Crivellin che si racchiude il messaggio più significativo della sesta tappa de "L'Arte del Fare" che è approdata alle porte di Bettola per raccontare - attraverso le "gesta" del conduttore Marco Vincenti - un mestiere fatto di sacrifici, passione e manualità, ma anche una storia di famiglia capace di attraversare le generazioni. Il programma di Telelibertà, realizzato in collaborazione con l’associazione Libera Artigiani, si può rivedere in qualsiasi momento on demand sul sito Teleliberta.tv.
La storia di Sandrino comincia in Brianza, dove a soli 14 anni muove i primi passi nel mondo del lavoro, impegnato nella realizzazione delle doghe per i letti. «Poi - racconta durante la puntata - nel 1982 ho avuto il coraggio di trasferirmi in Val Nure, una scelta dettata in primo luogo dall'amore per mia moglie e spinta anche dal desiderio di mettermi in gioco e scommettere su un’attività tutta mia».

«Ho rischiato ad aprire un’impresa qui - le parole di Sandrino -, ma a distanza di tanti anni posso dire che ne è valsa la pena». Un percorso che gli ha insegnato quanto questo mestiere possa essere impegnativo, ma anche capace di regalare grandi soddisfazioni. «Consiglio questo lavoro alle nuove generazioni - sottolinea -. Ti permette di dare adito alla fantasia e alla manualità. È una vera e propria arte da tramandare».
Un’arte che prende forma tra fuoco, ferro e idee, trasformando un materiale antico in arredi per interni ed esterni, cancelli, ringhiere e letti a castello all'interno di un grande laboratorio chiamato "L'Artigiano del Ferro". «Artigiano del ferro perché cerchiamo sempre di fare ogni lavoro con spirito artistico» afferma soddisfatto Marco, che tra incudini e martelli ci è proprio nato. «Con un po’ di fantasia si può fare tutto con il ferro» la filosofia dell'artigiano che ha permesso alla famiglia Crivellin di esportare le proprie opere ben oltre i confini del nostro Paese.
«A 11 anni amavo già aiutare papà nelle piccole preparazioni e sistemare le viti nei loro contenitori. Oggi - racconta Marco -, dopo quarant’anni di lavoro, quando ho un dubbio so da chi andare. Mio papà è la mia fortuna più grande».
«Marco si è impegnato e, ancora più importante, si è appassionato» tiene a precisare papà Sandrino mentre invita i più giovani a provare un mestiere che definisce «senza tempo». Un mestiere che - vista la prova con il ferro da modellare - non sarà di certo la strada di Marco Vincenti che nelle prossime settimane proseguirà il suo viaggio tra "L'Arte del Fare".

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