Alessandro Ratti, buttafuori-vocalist: "Garantisco l'ordine con il sorriso"
Redazione Online
|4 anni fa

Nell’immaginario collettivo il buttafuori non sorride mai. Se ne sta in un angolo, spesso avvolto in una t-shirt aderente e con i muscoli bella in mostra, ad osservare in cagnesco la folla che balla in pista, pronto a scattare, sollevare di peso i problemi e buttarli fuori (da qui il soprannome) dal locale.
In netta controtendenza rispetto a questa figura ormai mitologica e che “presidia il territorio” tanto nelle grandi discoteche delle metropoli quanto nei piccoli locali di provincia, è il piacentino Alessandro Ratti. Sotto quei quasi due metri di altezza e alla corporatura da peso massimo (alle sue spalle un passato da pugile), si cela infatti un cuore tenero ma soprattutto “tanta voglia di far divertire i ragazzi”.
Ecco perché, già da qualche mese, alla mansione di addetto alla sicurezza questo “ragazzone” abbina anche quello di vocalist, mantenendo calda l’atmosfera del locale in cui lavora – una discoteca della Val Tidone – e accompagnando con la sua voce per tutta la nottata la gente che balla, incitando la folla a lasciarsi andare al ritmo della musica.
“E’ un’idea nata per gioco – spiega Ratti – in modo improvvisato. Presto, però, si è trasformata in una vocazione: io e i miei colleghi, infatti, da fuori siamo visti come persone irruente e aggressive, che non vedono l’ora di arrivare alle mani. In realtà siamo ragazzi come tutti, a cui piace stare in mezzo al divertimento ma con il compito di garantire il rispetto delle regole. Ecco perché ritengo sia importante sfatare i pregiudizi legati a noi buttafuori anche attraverso iniziative come questa: un modo divertente per abbattere le barriere che ci separano dai ragazzi”.
Sicuramente, a giudicare dall’entusiasmo dei giovani e dalle loro reazioni quando “Ale-TheVoice” sale in consolle prendendo in mano il microfono, l’idea sta avendo grande successo. “La soddisfazione più grande – ammette Ratti – è vedere decine e decine di ragazzi urlare il mio nome. Farli contenti, mantenendo al tempo stesso l’ordine, è un’emozione impareggiabile”.
“Se ti vuoi divertire, Ale Ratti devi sentire”. Nelle storie su Instagram spopola questo mantra, che sulle piste da ballo sentiremo ripetere ancora.
“E’ un’idea nata per gioco – spiega Ratti – in modo improvvisato. Presto, però, si è trasformata in una vocazione: io e i miei colleghi, infatti, da fuori siamo visti come persone irruente e aggressive, che non vedono l’ora di arrivare alle mani. In realtà siamo ragazzi come tutti, a cui piace stare in mezzo al divertimento ma con il compito di garantire il rispetto delle regole. Ecco perché ritengo sia importante sfatare i pregiudizi legati a noi buttafuori anche attraverso iniziative come questa: un modo divertente per abbattere le barriere che ci separano dai ragazzi”.
Sicuramente, a giudicare dall’entusiasmo dei giovani e dalle loro reazioni quando “Ale-TheVoice” sale in consolle prendendo in mano il microfono, l’idea sta avendo grande successo. “La soddisfazione più grande – ammette Ratti – è vedere decine e decine di ragazzi urlare il mio nome. Farli contenti, mantenendo al tempo stesso l’ordine, è un’emozione impareggiabile”.
“Se ti vuoi divertire, Ale Ratti devi sentire”. Nelle storie su Instagram spopola questo mantra, che sulle piste da ballo sentiremo ripetere ancora.
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