Allerta vipere, in “anticipo” di 2 mesi: “Attenti alle gite in collina”
Redazione Online
|12 anni fa

La bella stagione quest’anno è arrivata con largo anticipo, così come il rischio di essere vittime del pericoloso morso di una vipera prima dell’arrivo dell’estate: a lanciare l’allerta è il Centro Antiveleni della Fondazione Maugeri di Pavia, attivo su tutto il territorio nazionale, compresa la provincia piacentina. “Nel 2014, soprattutto per cause meteorologiche, le prime segnalazioni sono giunte a fine febbraio, alcune proprio dall’Emilia Romagna – ha spiegato la tossicologa Valeria Petrolini -; ci è parso opportuno lanciare l’allarme per tempo e ricordare i comportamenti utili nel caso si subisca l’attacco di un serpente”.
L’ultimo caso accertato nel Piacentino risale alla scorsa estate, nel periodo considerato da bollino rosso. Secondo i dati raccolti dal Centro Antiveleni sul territorio locale, ogni anno, in media, si verificano due casi d’intossicazione, prevalentemente nelle zone dell’alta collina, spesso meta di gite e scampagnate. “Per prevenire incontri spiacevoli è importante segnalare la propria presenza con un bastone o muovendo l’erba, – ha raccomandato la tossicologa -; in seguito a un morso di vipera, tranne rari in casi in cui si presentano reazioni anafilattiche al veleno, c’è tutto il tempo necessario per attendere l’arrivo dei soccorritori o raggiungere l’ospedale”.
I rimedi fai da te sono assolutamente da evitare: “La cosa migliore da fare è stare fermi, mantenere la calma e non prendere iniziative – ha proseguito la dottoressa Petrolini -; la parte del corpo colpita dal rettile va mossa il meno possibile e non bisogna tentare di aspirare il veleno, usare lacci o incidere la ferita”.
Inoltre, solo nella minoranza dei casi è necessario ricorrere alla somministrazione dell’antidoto e la valutazione spetta sempre al personale medico.
Nel Piacentino è presente solo la cosiddetta “Vipera aspis” (vipera comune) la cui lunghezza varia dai 18 ai 75 centimetri: “I territori più a rischio sono quelli naturalmente ben conservati – ha aggiunto il prof. Augusto Gentilli, erpetologo – ; alta Valtrebbia, Valtidone e soprattutto Valnure, più “selvaggia” rispetto alle altre”.
La vipera attacca solo se colta di sorpresa, quindi la precauzione più efficace è non mettere le mani tra cespugli e rocce senza prima aver segnalato ad eventuali “inquilini” il proprio passaggio.
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