"Amore per il calcio". Dedicato a Emilio Barbieri il campo della Folgore
Redazione Online
|4 anni fa


È stato come un secondo padre, per i più giovani perfino un “nonno”, mettendo tutta la passione che aveva in corpo per dedicarsi alla Folgore. La sua famiglia ha sostenuto il suo sconfinato amore per il calcio, e ora l’anima di Emilio Barbieri rimarrà scolpita per sempre nella storia della società calcistica piacentina. L’Asd Folgore ha infatti inaugurato nel pomeriggio d sabato 9 aprile le nuove strutture, il campo a 9 per le categorie non agonistiche e gli spogliatoi restaurati, intitolandole alla memoria del suo storico presidente.
“Emilio Barbieri 1934 – 2017 65 anni di storia con la nostra gloriosa società”: recita così la targa commemorativa posta all’esterno degli spogliatoi scoperta dai dirigenti della società rossonera insieme alle autorità e alla famiglia Barbieri. Il nastro lo hanno tagliato il sindaco Patrizia Barbieri e il presidente onorario della Folgore Gianni Gardella, accompagnato dal vicepresidente esecutivo Giampaolo Speroni. Il nuovo campo a 9 misura 56×35 metri ed è stato subito “battezzato” da un’amichevole disputata tra Pulcini e Primi Calci.
Come ha detto Speroni, “per noi è un giorno importante, prima di tutto per ricordare la storia della Folgore incarnata nella figura di Emilio, 65 anni con la maglia rossonera rappresentano infatti un’identità vera, e poi per dare più spazio al settore non agonistico con questo nuovo campo a 9 che ci permetterà di praticare campionati e tornei per le categorie Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti, uno spazio tutto per loro perché il nostro settore giovanile lo richiede”.
Il settore giovanile della Folgore è appunto un “esercito” di 160 tra bambini e ragazzi, una realtà che stava particolarmente a cuore a Barbieri. “Emilio sarà sempre nel mio cuore – ha raccontato Speroni – quando sono arrivato nel 2009 mi propose di andare avanti al posto suo e accettai dopo un anno in cui capii che qui potevo lavorare in un ambiente sereno. Mi ha dunque passato il testimone e insieme abbiamo cominciato a impegnarci su varie attività per la società, lui è rimasto con noi fino a quando la salute glielo ha potuto permettere e per me è stato un punto di riferimento”.
Presente anche la famiglia Barbieri, con la sorella Stefania, la figlia Maria Tagliaferri e il nipote Enea Parazzi, e la cognata Nanda Pescaroli. Anche Maria ha tenuto a ricordare “quanto papà tenesse veramente a questo ambiente. Lui è entrato nella Folgore quando aveva 16 anni, si è trovato benissimo fin da subito, tanto che ne è stato calciatore facendo tutta la trafila delle giovanili. Poi è stato allenatore, dirigente e infine presidente, ma penso che quello che gli piacesse di più era fare l’allenatore perché gli permetteva di lavorare con i giovani, per lui erano il futuro di uno sport che ha sempre amato quasi come la sua stessa famiglia, noi lo abbiamo sempre sostenuto nella sua passione e questo è il giusto tributo”.
Anche il sindaco Barbieri ha sottolineato “la grande collaborazione che c’era con Emilio per sostenere la Folgore, che per questa comunità ha anche una grossa valenza sociale visto che permette a tanti ragazzini di poter praticare sport, il suo è stato un ottimo esempio di come si debba fare squadra”. Il presidente provinciale Figc Angelo Gardella è molto legato alla Folgore, “perché qui ho portato i miei figli a tirare i primi calci, Emilio è sempre stato entusiasta nel vedere giovani che amano il calcio come lo amava lui, questa società è stata davvero la sua seconda famiglia”. Robert Gionelli, delegato provinciale Coni, ha voluto ricordare i suoi occhi, “che brillavano quando si pronunciava la parola sport, veramente una grande persona che ha speso tutte le energie che aveva per stare sui campi”.
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