Arpae: "Inquinamento in aumento, ma non per colpa della raffineria esplosa"
Redazione Online
|9 anni fa


“Non si segnalano al momento effetti significativi sulla qualità dell’aria nel Piacentino a seguito dell’incendio della raffineria Eni di Sannazzaro de Burgondi”. E’ quanto spiega Arpae dopo la lettura dei dati raccolti nelle stazioni fisse e mobili attive nella Provincia di Piacenza, l’area più esposta a una eventuale ricaduta degli inquinanti prodotti dall’incendio.
“Nel dettaglio – chiariscono i tecnici – l’unico inquinante che ha avuto un incremento è stato il biossido di azoto (NO2), e nella sola stazione di Piacenza Giordani-Farnese, presso la quale alle 23 dell’1 dicembre è stato registrato un valore massimo di 223 μ/m3. Allo stato attuale, non è possibile correlare il valore all´incendio che ha interessato la raffineria di Sannazzaro, tenendo conto anche dei valori massimi giornalieri di NO2 e i valori medi giornalieri di PM10 registrati nelle altre stazioni della rete regionale della qualità dell’aria, che hanno mostrato comunque una tendenza a un progressivo aumento a partire dal 29 novembre scorso, incremento che rientra nella normale variabilità dovuta alle condizioni meteorologiche”.
Nel corso dell´incendio, i venti hanno soffiato prevalentemente verso est, indirizzando i fumi nella direzione dell’asta del Po. Nella notte trascorsa, in tutta la Pianura Padana è stata presente una forte inversione termica, che ha limitato la dispersione dei fumi lungo la verticale.
Arpae prosegue il monitoraggio della situazione e i dati sono disponibili ogni giorno all’indirizzo www.arpae.it/aria.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

