Arrivano i primi 40 profughi dall'Ucraina, Zhana piange: "Riabbraccio la famiglia"
Redazione Online
|4 anni fa

Era inginocchiata in preghiera, in Duomo a Bobbio, tra tante altre donne di origine ucraina e molti bobbiesi, quando, poco dopo, ha saputo che sua nuora, Giulia, aveva superato il confine italiano. “Viaggiano su un pullman di quaranta persone, tutti in fuga dall’Ucraina, corro a prenderla appena mi chiamerà dicendomi che è qui finalmente”, si commuove Zhana, ieri pomeriggio, 26 febbraio verso le 16, con l’orologio in mano e il cuore che segna tutto un altro ritmo, quello di chi riprova a respirare dopo giorni di paura, di terrore, di lacrime.
A Bobbio è nato subito un tam tam, per chiedere se qualcuno volesse donare i primi aiuti, o tutte quelle cose che, per ragioni di spazio e soprattutto di tempo, sono state lasciate in Ucraina, un passeggino ad esempio, un lettino.
Tanta commozione ieri in Duomo a Bobbio, dove il parroco don Roberto Isola ha pensato a un momento di preghiera insieme, come un’unica famiglia, ucraini, bobbiesi, tutti, e nessuno a fine preghiera era più diverso dall’altro, “ma siamo tutti una famiglia”.

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