Blind tennis, lo sport che insegna ad andare oltre la vista
Non è soltanto sport: è fiducia, autonomia, relazione. È la dimostrazione che si può vedere anche senza usare gli occhi

Marcello Tassi
|3 ore fa

Bionsait
C’è un filo sottile che unisce il verbo “vedere” all’andare oltre. È lo stesso filo che compone il nome di Bionsait, associazione milanese attiva in tutto il Nord Italia: una pronuncia che richiama quasi l’inglese “beyond sight”, oltre la vista. Ed è proprio questo il cuore del progetto che da quattro anni ha trovato a Piacenza una delle sue case più vive. Perché il blind tennis, qui, non è soltanto sport. È fiducia, autonomia. È relazione. È la dimostrazione che si può vedere anche senza usare gli occhi. E che, spesso, le partite più importanti si giocano lontano dal campo.
Al centro sportivo Farnesiana, ogni settimana si allena un gruppo che negli anni ha saputo crescere non solo nei risultati, ma soprattutto nella consapevolezza di sé. Un progetto che coinvolge l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Piacenza e le operatrici di Bionsait, tra cui Esther Nakano e Viviana Sacco.
Esther racconta così il senso più profondo di questo percorso: quattro anni consecutivi di attività che hanno portato progressi evidenti. Sportivi, certo. Ma soprattutto umani. «Abbiamo visto tanti cambiamenti nei ragazzi e nelle ragazze. Persone che prima facevano fatica a relazionarsi oggi riescono ad aprirsi molto di più. Lo sport aiuta sempre a socializzare, ma qui succede qualcosa di ancora più forte».
Il blind tennis segue regole specifiche, adattate al grado di visione degli atleti. Le categorie vanno dai B1, non vedenti che giocano bendati, ai B2 e B3, ipovedenti con differenti capacità residue visive. Cambia il numero di rimbalzi consentiti: tre per i B1 e i B2, due per i B3. La pallina, più grande rispetto a quella tradizionale, è sonora, così da poter essere individuata attraverso il suono.
In questa stagione sono stati sei i partecipanti al progetto piacentino, iniziato a ottobre e concluso a maggio grazie anche al sostegno economico dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti nazionale e regionale.

