Caro carburante, le difficoltà quotidiane dei piacentini

C'è chi prende 750 euro di pensione e si trova a dover fare il pieno all'auto. E chi ha il marito autotrasportatore ed è in difficoltà per spostamenti quotidiani e lavoro

Giulia Marzoli
|2 ore fa
Caro carburante, le difficoltà quotidiane dei piacentini
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"Non se ne può più. I costi non possono essere così alti. Prendo 750 euro di pensione, cosa posso fare se non trovare qualche altro impiego?". È una delle testimonianze raccolte tra gli automobilisti alle prese con il caro carburante, una spesa che pesa sempre di più sui bilanci familiari. A raccontare le difficoltà quotidiane è proprio chi si trova a fare i conti con il rincaro dei rifornimenti: se prima bastavano 50 euro per fare il pieno, oggi ne servono almeno 70. Venti euro in più per la stessa operazione, che diventano una spesa significativa per chi utilizza l'auto ogni giorno. Il problema, però, non si ferma alla pompa di benzina.
"Mio marito è autotrasportatore, quindi l'impatto è doppio", racconta una donna intervistata mentre riempie di carburante il serbatoio della propria vettura in un distributore in zona Caorsana. Alle spese degli spostamenti si sommano infatti quelle legate al lavoro e al costo della vita, a partire dalla spesa alimentare, diventata sempre più difficile da sostenere, soprattutto per le famiglie con figli. Il caro carburante si inserisce così in un quadro più ampio, in cui gli aumenti delle spese quotidiane si accumulano e riducono il margine a disposizione delle famiglie. Per chi vive con uno stipendio contenuto o una pensione, ogni rincaro implica possibili sacrifici e rinunce, e quando l'automobile è indispensabile per lavorare o per le necessità di tutti i giorni, ridurre gli spostamenti non è sempre un'opzione possibile.