Celiachia, a Piacenza 1.400 malati: "Per troppe persone è diventata una moda"
Redazione Online
|1 anno fa

“La celiachia? Ormai è diventata una moda e chi lo è davvero ne paga le conseguenze”. Martina Fornasari ha 22 anni: ha scoperto di non poter mangiare glutine quando ne aveva sei. “Se mangio glutine vado in shock anafilattico – spiega – ogni volta che vado al ristorante lo devo spiegare perché se dico semplicemente di essere celiaca viene preso sottogamba. Tanti non mangiano glutine per moda, perché hanno paura di ingrassare o di gonfiarsi, quando in realtà gli alimenti senza glutine spesso contengono molti più zuccheri”.
IL CONVEGNO
Fornasari non è la sola: a Piacenza sono 1.396 persone con diagnosi di celiachia, di cui 906 donne e 440 uomini. Se ne è parlato durante il convegno medico “Celiachia nel bambino e nell’adolescente: aspetti medici, psicologici e nutrizionali” moderato dalla dietista Sian Monica Maj e svoltosi all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Circa 1.400 malati dunque, ma solo 16 sono i ristoranti che garantiscono un meno certificato senza glutine: “Troppo pochi – sentenzia Maria Pia Rivetti di Aic – in centro esiste solo una tigelleria. Chi è celiaco e voglia avere la garanzia di un pasto gluten-free è fortemente in difficoltà”.
La diagnosi
C’è poi la questione delle diagnosi: ogni anno quelle di celiachia registrano una crescita variabile dal cinque al dieci per cento. Perché? Alla domanda cerca di trovare una risposta il pediatra Giuseppe Gregori, intervenuto nel corso del convegno: “Le motivazioni da dare possono essere due – spiega – l’aumento può dipendere dal fatto che in presenza di alcuni sintomi specifici si va a indagare una possibile celiachia. Ma potrebbe anche dipendere dal tipo di alimentazione: in Cina dove si mangia soprattutto riso la celiachia non c’è”.
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