Cervi e caprioli distruggono campi e colture a Bobbio. "Non sappiamo più come fare"
Redazione Online
|8 anni fa

“Abbiamo recintato i campi, ma non è servito a niente. Cervi e caprioli hanno continuato a danneggiare le colture”. Un gruppo di agricoltori dell’alta Val Trebbia non sa più come fare, non riesce ad affrontare una situazione ormai ingestibile. “Ogni anno il numero di questi ungulati cresce senza controllo – si sfoga Ivan Malacalza gestore di settanta ettari a Pianelli di Vaccarezza di Bobbio – ormai è troppo tardi per prevenire un fenomeno insostenibile”. In effetti l’azienda di Malacalza è “visitata” quotidianamente da una quarantina di cervidi che in autunno e inverno distruggono le coltivazioni. Anche Mauro Mondani, giovane coltivatore e allevatore di Santa Maria di Bobbio, non ne può più. “Io mantengo la mia famiglia con questa attività. Non posso permettere che il mio lavoro venga vanificato da caprioli e cinghiali. Ormai sembra sembriamo noi gli intrusi sulla nostra terra, non loro”.
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