Coltivare il futuro, i bambini delle elementari piantano un pioppo: "Il primo di tanti"
Redazione Online
|1 anno fa

Lodevole iniziativa intrapresa dal Secondo Circolo didattico di Piacenza.
Si tratta del macro-progetto “Alberi custodi”, con il quale le scuole cercano di sensibilizzare i bambini al tema della natura, della cura e della tutela degli alberi.
Nella giornata di ieri, 15 gennaio, tanti bambini, insieme alla dirigente scolastica Giovanna Solari, e a molti insegnanti, hanno piantumato un pioppo nell’area verde tra viale Sant’Ambrogi e vicolo del Guazzo. Gli hanno dato il nome “Tronchetto”.
Grande soddisfazione per la dirigente scolastica: “Vogliamo vivere in modo pieno il contatto tra la scuola e il quartiere. Uno dei ponti fra il quartiere e la scuola è proprio la cura della natura”
La referente delle attività outdoor Elena Gatti, ha ricordato quali saranno i prossimi alberi da piantare: “Pianteremo tanti altri alberi. Nelle prossime settimane ci saranno altri pioppi, un gelso raccolto dai bambini direttamente da un marciapiede e un ulivo in ricordo di uno dei papà che oggi, purtroppo, non c’è più”.
Si tratta del macro-progetto “Alberi custodi”, con il quale le scuole cercano di sensibilizzare i bambini al tema della natura, della cura e della tutela degli alberi.
Nella giornata di ieri, 15 gennaio, tanti bambini, insieme alla dirigente scolastica Giovanna Solari, e a molti insegnanti, hanno piantumato un pioppo nell’area verde tra viale Sant’Ambrogi e vicolo del Guazzo. Gli hanno dato il nome “Tronchetto”.
Grande soddisfazione per la dirigente scolastica: “Vogliamo vivere in modo pieno il contatto tra la scuola e il quartiere. Uno dei ponti fra il quartiere e la scuola è proprio la cura della natura”
La referente delle attività outdoor Elena Gatti, ha ricordato quali saranno i prossimi alberi da piantare: “Pianteremo tanti altri alberi. Nelle prossime settimane ci saranno altri pioppi, un gelso raccolto dai bambini direttamente da un marciapiede e un ulivo in ricordo di uno dei papà che oggi, purtroppo, non c’è più”.
IL SERVIZIO DI DANILO DI TRANI
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