Dal Cile a Piacenza dopo venti giorni: "Ma l'auto è rimasta bloccata a Linate"
Redazione Online
|5 anni fa

Doveva essere il viaggio della vita: un mesetto di relax in Cile. Ma l’improvvisa emergenza da Coronavirus l’ha trasformato in un incubo. E una volta tornati a Piacenza dopo mille peripezie, il pensionato Franco Rasi e sua moglie Annamaria Sorbo si sono trovati di fronte all’ennesimo, inaspettato ostacolo: l’impossibilità di recuperare la propria auto posteggiata in un’altra regione, all’aeroporto di Milano. “Ora non abbiamo un mezzo per spostarci in città e andare a fare la spesa, come facciamo?”. È proprio il caso di dirlo: oltre al danno la beffa.
Per capire meglio la situazione dei due coniugi piacentini, bisogna fare un passo indietro: “All’inizio di marzo, ci siamo recati in auto all’aeroporto di Linate – raccontano Franco e Annamaria – e siamo partiti per una vacanza in Cile”. E fin qui tutto bene: “Si trattava di un viaggio in solitaria organizzato con largo anticipo, non vedevamo l’ora”. Pochi giorni dopo, però, anche in Cile scatta il lockdown per l’allerta sanitaria da Covid-19. I due 82enni, quindi, non hanno dubbi: occorre rimpatriare il prima possibile per stare accanto ai propri affetti a San Nicolò (Rottofreno), nel Piacentino. “Abbiamo interpellato immediatamente la Farnesina e l’ambasciata italiana in Cile, senza tuttavia ottenere una risposta risolutiva”. Con l’aiuto della figlia a casa, Franco e Annamaria riescono ad acquistare i biglietti per un volo da Santiago a San Paolo, la capitale del Brasile. “Da lì, dopo una quindicina di giorni – proseguono i pensionati – siamo saliti a bordo di un aereo commerciale diretto a Roma, una delle ultime tratte di linea rimaste a disposizione. In Italia, dunque, abbiamo preso un volo interno fino a Bologna. E nostra figlia, infine, ci ha riportato in auto a Piacenza”.
Peccato però che, in mezzo a questa rocambolesca avventura, Franco e Annamaria abbiano lasciato la propria vettura nel parcheggio dell’aeroporto di partenza, a Milano Linate: “Il recupero del mezzo, purtroppo, non è ritenuto un motivo di assoluta urgenza per spostarsi in Lombardia. Le autorità non ci hanno dato il permesso di valicare i confini emiliano-romagnoli. L’auto ci serve per muoverci nel paese, ad esempio per andare al supermercato a fare la spesa”.
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