Dalla Norvegia a Favale di Morfasso alla ricerca delle sue radici: la storia di Laila
Redazione Online
|1 anno fa

Una vecchia pietra, un girocollo con ciondolo, un frammento di muro.
Oggetti custoditi come reliquie, in un angolo dedicato della sua casa in Norvegia, a Tønsberg.
Oggetti custoditi come reliquie, in un angolo dedicato della sua casa in Norvegia, a Tønsberg.
Laila Elisabeth Løvenhjelm vuole avere sempre accanto a sé qualcosa della terra d’origine della nonna: Adele Maria Angela Peveri, nativa di Favale, frazione di Morfasso che oggi conta una manciata di residenti. “La pietra era delle fondamenta del camino della casa dove abitava mia nonna – ci racconta -. Ho portato con me anche una pietra del muro della camera da letto, dove dormivano tutti insieme.
I suoi genitori erano speciali: suo padre, Giovanni Peveri, diventò una personalità in Norvegia dove si trasferì con la famiglia negli anni ’20. Mia nonna Adele però tenne sempre nel cuore la sua terra d’origine. È morta nel 1984, all’età di 74 anni. Io ne avevo 24. Mi raccontava sempre della sua infanzia a Favale e io me lo immaginavo come un luogo straordinario. E così è stato: mi sono innamorata della Val d’Arda”.
Ogni anno, infatti, Laila cerca sempre di tornare nella terra delle sue origini.
I suoi genitori erano speciali: suo padre, Giovanni Peveri, diventò una personalità in Norvegia dove si trasferì con la famiglia negli anni ’20. Mia nonna Adele però tenne sempre nel cuore la sua terra d’origine. È morta nel 1984, all’età di 74 anni. Io ne avevo 24. Mi raccontava sempre della sua infanzia a Favale e io me lo immaginavo come un luogo straordinario. E così è stato: mi sono innamorata della Val d’Arda”.
Ogni anno, infatti, Laila cerca sempre di tornare nella terra delle sue origini.

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