"Diventare demolitori di muri": celebrato a Piacenza il Giorno della Libertà
Redazione Online
|2 anni fa

Come ogni 9 novembre, nel Giardino della Libertà di via Santa Franca, davanti alla stele a ricordo di tutte le vittime dei totalitarismi donata dal circolo culturale “Luigi Einaudi”, si è celebrato il “Giorno della Libertà”, istituito per legge nel 2005, giorno in cui nel 1989 cadde – o meglio fu abbattuto – il Muro di Berlino, emblema della guerra fredda e della cortina di ferro, eretto dal regime della Germania Est nella notte fra il 12 e il 13 agosto 1961.
Ci sono autorità civili, militari e politiche ad ascoltare le parole pronunciate a Berlino nel giugno del 1963 dal presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, citate in apertura del suo discorso dal viceprefetto Attilio Ubaldi: “Ci sono molte persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista. Che vengano a Berlino. La nostra democrazia non è perfetta, tuttavia non abbiamo mai avuto bisogno di redigere un muro per impedire al nostro popolo di fuggire”.
“La libertà – dice il sindaco Katia Tarasconi – rappresenta il primo riconoscimento e il principio fondante dei diritti umani riconosciuto dalla nostra Costituzione. Quando cadde il Muro avevo 16 anni, è importante che i ragazzi che non hanno vissuto quella storia possano conoscerla”.
È don Ezio Molinari a portare infine alcuni numeri che fanno pensare: “Nel 1945 nel mondo erano presenti 6 muri, quando è caduto quello di Berlino, nel 1989, ce n’erano 19. Oggi sono quadruplicati, al mondo ne esistono 77. Dobbiamo diventare demolitori di muri”.
FOTO MAURO DEL PAPA
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