Elicotteri e artificieri, sgominata banda del bancomat

Cinque persone sarebbero responsabili dei furti con la tecnica della "marmotta" ai danni di istituti di credito e postali commessi nelle province di Lodi e Pavia

Redazione Online
|7 ore fa
Elicotteri e artificieri, sgominata banda del bancomat
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Cinque persone, indagate a vario titolo per furto aggravato dall’utilizzo di materiale esplosivo ai danni di sportelli ATM e per violazione della legge sulle armi, sono state arrestate a Sant’Angelo Lodigiano dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lodi, supportati nella fase di esecuzione da quelli del Comando Compagnia di Lodi e Codogno, del 2° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Orio al Serio, del Nucleo Cinofili della Stazione Carabinieri CC AM di Ghedi, dell’Aliquota di Primo Intervento di Brescia e del Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Milano.
L’indagine (convenzionalmente denominata Raid per la velocità nel mettere a segno i colpi attribuiti), con la direzione ed il coordinamento della Procura della Repubblica di Lodi, è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lodi, da ottobre 2025 a gennaio 2026, ed era partita nell’estate dello scorso anno in risposta ad una serie di furti ai danni di istituti di credito e postali commessi nelle province di Lodi e Pavia.
Ancora da accertare se si tratti della banda che ha colpito numerosi sportelli automatici nel Piacentino negli ultimi mesi.
L’indagine avrebbe permesso di individuare un gruppo criminale, con base logistica in provincia di Lodi specializzata nell’assalto a sportelli ATM mediante la cd. tecnica della “marmotta”.
Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri il modus operandi del gruppo criminale prevedeva l’impiego di autovetture (provento di furto per gli spostamenti) e l’utilizzo durante gli assalti della cosiddetta tecnica della “marmotta”, un ordigno artigianale ad elevato potere esplosivo, che inserito nelle “bocchette” degli sportelli ATM, a causa della forte detonazione, avrebbe non solo consentito l’apertura delle casseforti contenenti denaro, ma anche causato il danneggiamento delle strutture e dei fabbricati dove erano collocati i dispositivi per il prelievo del contante.
L’organizzazione avrebbe beneficiato di specifiche professionalità e competenze e di un’attenta attività di pianificazione. Durante l’attività d’indagine sono stati effettuati numerosi servizi di prevenzione che hanno consentito di evitare diversi assalti e, secondo le ipotesi formulate dagli inquirenti, in una occasione hanno portato al sequestro di due ordigni esplosivi rinvenuti all’interno di un veicolo in prossimità di sportello ATM nel lodigiano e pronti all’uso. Gli indagati sono stati arrestati e portati al carcere di Lodi.