"Eravamo a poche decine di metri dal luogo dell'attentato, ci siamo barricati in un negozio"
Redazione Online
|8 anni fa

Due ore e mezza barricati all’interno di un negozio di abbigliamento con la saracinesca abbassata, altre tre ore al Consolato italiano. Senza notizie certe e con la paura che i terroristi fossero ancora per le strade di Barcellona.
E’ il drammatico pomeriggio che ha vissuto un gruppo di piacentini che ieri, giovedì 17 agosto, era a poche decine di metri dal luogo del terribile attentato che ha provocato 14 morti e un centinaio di feriti: un terrorista ha spinto a folle velocità un furgone sulla folla lungo la Rabla, la via più conosciuta della capitale catalana.
“Noi fortunatamente stiamo bene, anche se sono state ore di grande preoccupazione – spiega Francesco Brianzi – senza che potessimo capire bene cosa stesse accadendo, visto che le linee erano intasate. Eravamo in otto, in una via parallela alla Rambla, quando abbiamo visto una fiumana di gente correre all’impazzata. Ci siamo rifugiati in un negozio di abbigliamento, che ha accolto molte persone e poi ha abbassato la serranda. C’era chi parlava di una bomba, chi di un furgone sulla folla: solo dopo qualche tempo abbiamo scoperto cosa era accaduto”.
“Noi fortunatamente stiamo bene, anche se sono state ore di grande preoccupazione – spiega Francesco Brianzi – senza che potessimo capire bene cosa stesse accadendo, visto che le linee erano intasate. Eravamo in otto, in una via parallela alla Rambla, quando abbiamo visto una fiumana di gente correre all’impazzata. Ci siamo rifugiati in un negozio di abbigliamento, che ha accolto molte persone e poi ha abbassato la serranda. C’era chi parlava di una bomba, chi di un furgone sulla folla: solo dopo qualche tempo abbiamo scoperto cosa era accaduto”.
Una volta usciti, i piacentini sono andati al Consolato italiano: “Anche lì siamo stato accolti e accuditi al meglio – raccontano – anche se ovviamente il clima era di grande apprensione. A mente fredda possiamo dire di essere stati molto fortunati a non essere stati coinvolti, stiamo riflettendo se tornare a casa, interrompendo la vacanza”.



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