Esami di guida, uno su tre a Piacenza è bocciato
La nostra città, secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si colloca al quinto posto tra le dieci più severe a livello nazionale. L'Unasca: sono i privatisti
Redazione Online
|3 ore fa

La Motorizzazione civile di Piacenza
DI BENEDETTA DEL RE
A Piacenza ottenere la patente di guida sta diventando un traguardo sempre più selettivo. Secondo un dossier del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel 2025 il 34,25% dei candidati non ha superato l’esame di guida: un dato che colloca la nostra provincia quinta tra le dieci con le percentuali più elevate a livello nazionale.
Un fenomeno che si inserisce in un quadro italiano in crescita e sempre più complesso. Nel 2025 gli esami sostenuti hanno superato quota 2,2 milioni e i respinti sono stati oltre 618 mila: circa uno su quattro. La patente non è più un passaggio automatico, ma un percorso sempre più selettivo. Lo scoglio principale resta la prova teorica: quasi quattro candidati su dieci non superano i quiz, mentre l’esame pratico presenta tassi di bocciatura decisamente inferiori.
Un’Italia a più velocità
Il caso Piacenza si inserisce in quella che appare sempre più come un’Italia a più velocità, dove gli esiti degli esami cambiano sensibilmente da provincia a provincia: dalle grandi città del Nord con percentuali elevate di bocciature, fino ad alcune aree del Sud dove i tassi di promozione risultano più alti.
Il nodo cruciale
Sul tema interviene Monica Giarola, presidente dell’Associazione Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica), che offre una lettura articolata del fenomeno. Il nodo principale resta la preparazione dei candidati: «Nove privatisti su dieci non superano i quiz. L’esame è standardizzato, noi non possiamo intervenire in alcun modo: non è una questione di severità, il risultato è questo - afferma - spesso sono i candidati a sottovalutare la prova. Non sono impreparati in senso assoluto, ma chi si presenta da privatista è generalmente più in difficoltà rispetto a chi viene seguito da un’autoscuola».
Per quanto riguarda la prova pratica, il giudizio è diverso: «Il lavoro delle autoscuole è fatto bene. A Piacenza non c’è nulla di diverso rispetto ad altri territori: gli istruttori sono rigorosi, rispettano le regole ministeriali e garantiscono serietà nella formazione».
Giarola invita anche a leggere i dati in modo più ampio: «Essere al quinto posto in Italia è sicuramente una criticità, ma va interpretata soprattutto considerando il peso dei privatisti. La maggior parte delle bocciature riguarda la teoria, e anche chi la prova spesso arriva con una preparazione non sempre adeguata».

