Fallimento Piacenza Calcio, l'ex ad Riccardi e due procuratori assolti
Redazione Online
|2 anni fa

Sono finiti gli strascichi giudiziari per il “vecchio” Piacenza Calcio, quello dichiarato fallito nel giugno 2012.
I giudici del tribunale di Piacenza hanno, infatti, assolto con formula piena i tre imputati che dovevano rispondere dell’accusa di aver distratto 1,3 milioni: l’ex amministratore delegato della società Maurizio Riccardi, l’agente ed ex ds del Piace Antonino Imborgia e il procuratore Giuseppe Galli.
Una causa partita 11 anni fa in seguito alle segnalazioni giunte alle autorità dai curatori fallimentari, l’avvocato Franco Spezia e il commercialista Germano Montanari.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, puntava su un aspetto cruciale: secondo le ipotesi accusatorie non fu dato corso ad alcuna attività di scouting da parte di Imborgia e Galli, ma i pagamenti delle fatture sarebbero stati effettuati per operazioni inesistenti e dunque per ottenere un vantaggio personale. Tesi contestata, anche grazie a una corposa documentazione, dalle difese.
Oggi il pubblico ministero Antonio Colonna ha chiesto l’assoluzione e così anche gli avvocati difensori. Richieste accolte dai giudici.
I giudici del tribunale di Piacenza hanno, infatti, assolto con formula piena i tre imputati che dovevano rispondere dell’accusa di aver distratto 1,3 milioni: l’ex amministratore delegato della società Maurizio Riccardi, l’agente ed ex ds del Piace Antonino Imborgia e il procuratore Giuseppe Galli.
Una causa partita 11 anni fa in seguito alle segnalazioni giunte alle autorità dai curatori fallimentari, l’avvocato Franco Spezia e il commercialista Germano Montanari.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, puntava su un aspetto cruciale: secondo le ipotesi accusatorie non fu dato corso ad alcuna attività di scouting da parte di Imborgia e Galli, ma i pagamenti delle fatture sarebbero stati effettuati per operazioni inesistenti e dunque per ottenere un vantaggio personale. Tesi contestata, anche grazie a una corposa documentazione, dalle difese.
Oggi il pubblico ministero Antonio Colonna ha chiesto l’assoluzione e così anche gli avvocati difensori. Richieste accolte dai giudici.
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