Far West al Tuxedo, individuati i tre napoletani che si difendono
Redazione Online
|5 anni fa

Sono stati identificati i tre presunti protagonisti della rissa scoppiata la scorsa settimana al Tuxedo. E c’è anche una controversione riferita all’episodio. E’ quella che arriva dalla voce di uno dei tre clienti che, per come l’hanno raccontata i gestori del Tuxedo, hanno messo a ferro e fuoco il pub, mandando al pronto soccorso quattro persone in brutale reazione ai richiami al rispetto delle regole anti-Covid, cioè indossare la mascherina e consumare seduti a un tavolo e non in piedi nel locale. Il cliente, nell’intervista pubblicata su Libertà in edicola oggi, parla di provocazioni e di insulti con l’aggravante razziale. Nel senso che l’epiteto “piacentini di m…” con cui avrebbero mandato al diavolo titolari e clienti nell’allontanarsi dal Tuxedo non sarebbe che la risposta per le rime al “napoletani di m…” che si erano ripetutamente sentiti rivolgere. Risultato: denunce e contro denunce sul tavolo della Procura che dovrà ora formulare le ipotesi di reato.
“Le mascherine non c’entrano niente, ce l’avevamo quando siamo arrivati e ci siamo seduti al bancone. Poi ci hanno chiesto di spostarci verso i tavoli all’esterno del locale e poco dopo ci è stato detto che non potevamo stare neanche lì: una serie di ostilità sfociate in insulti ai “soliti napoletani”, ai “napoletani di m… ”, e alla fine in un pugno che è stato la miccia di tutto”.
La racconta così Raffaele. “Raffaele in arte “mister Anonimo”, in riferimento all’attività di musicista, passione giovanile che continua a coltivare in abbinamento all’impiego di commerciante di auto anche sul Piacentino.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Raccolta rifiuti, la differenziata torna nei cortili
2.
Dal cemento al legno, il tetto del Duomo alleggerito di 300 tonnellate
3.
Simone Cristicchi a sorpresa a Quarto di Gossolengo: «Cerca oggetti che raccontano sogni»
4.
Il Conservatorio accende la città: dal 2 marzo al via le Jam Sessions all'Irish Pub

