Ferriere-Santo Stefano d'Aveto: tradizionale rito della transumanza
Redazione Online
|1 anno fa

Si è ripetuto nei giorni scorsi il tradizionale rito della transumanza, un momento molto sentito in Alta Val d’Aveto, tra i comuni di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto dove anche quest’anno le mandrie, che per tutta l’estate sono state al pascolo sul monte Crociglia, sono ritornate nelle loro stalle dove trascorreranno i periodi autunnale ed invernale. Il loro passaggio è stato come ogni anno una festa, vissuta ancora di più grazie alla bella giornata di sole. In tanti hanno partecipato a questo momento percorrendo con gli allevatori e i bovini i circa 10 chilometri dal Crociglia a Santo Stefano d’Aveto, passando per Torrio Valdaveto, nel comune di Ferriere.
TRANSUMANZA NEL PIACENTINO
In migliaia erano ad applaudire l’arrivo a Santo Stefano d’Aveto del lungo corteo, aperto da cavalli e cavalieri, seguito da due buoi e quattro vacche il cui capo è stato addobbato con ghirlande di rami di querce e fiori. E dietro la mandria, di un’ottantina di capi – per la gran parte di Pietro Monteverde, curate dai cani pastori, ben capaci di gestire i bovini, e dagli allevatori. A loro i battiti di mani più forti, per la loro passione, le ore di lavoro e i sacrifici che non si contano. Una giornata per dire che l’agricoltura e l’allevamento sono vivi e devono essere valorizzati, affrontando anche il tema dei lupi che anche nella notte tra domenica 3 novembre e lunedì 4 ha sbranato un vitello in un allevamento nel comune di Ottone.
In 800 hanno poi partecipato al pranzo contadino. La giornata di festa è proseguita fino a sera, con animazione e la musica del corpo bandistico di Santo Stefano e quella popolare delle fisarmoniche.
Foto di Sergio Efosi
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