Fiamme all'istituto Raineri Marcora, distrutto l'archivio. La preside: "Atto doloso"
Redazione Online
|5 anni fa

“Un episodio inquietante che non è frutto del caso”.
La preside del Raineri Marcora di Piacenza, Maria Teresa Andena, ha commentato così l’incendio che questa mattina, venerdì 19 marzo, ha mandato in cenere parte dell’archivio dell’Istituto agrario di strada Agazzana.
La preside del Raineri Marcora di Piacenza, Maria Teresa Andena, ha commentato così l’incendio che questa mattina, venerdì 19 marzo, ha mandato in cenere parte dell’archivio dell’Istituto agrario di strada Agazzana.
Le fiamme, divampate poco prima delle 7.00 non ci hanno messo molto a propagarsi all’interno del locale, nel quale era conservati documenti didattici databili tra il 1950 e il 2006: nonostante il pronto intervento dei vigili del fuoco, il rogo ha distrutto parte del vecchio archivio.
“Non è stato un cortocircuito – ha proseguito Andena -. A conferma di ciò, abbiamo trovato delle scritte disegnate con vernice bianca sulle vetrate: questo sta ad indicare che qualcuno è venuto, ha scritto e ha incendiato l’archivio. Vedremo cosa dirà la Scientifica”.
I carabinieri che indagano sul caso hanno rinvenuto tracce di liquido combustibile: ciò avvalora la tesi del dolo.
Come riferito dalla preside, è la seconda volta nel giro di pochi giorni che le forze dell’ordine intervengono al Raineri Marcora: nella notte tra domenica e lunedì scorsi, infatti, qualcuno (utilizzando presumibilmente fucili o pistole ad aria compressa) ha infranto diverse vetrate del capannone. “Un episodio – conclude Andena – che non si esclude possa essere connesso all’incendio di questa mattina”.
IL SERVIZIO DI MARCELLO TASSI
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano





