Fragole che profumano di libertà. Marco e Antonio: “Per noi riscatto sociale”
Redazione Online
|7 anni fa

Antonio, Marco e la direttrice del carcere Maria Gabriella Lusi
Fragole dall’aspetto molto invitante hanno un valore unico. A coltivarle sono Antonio e Marco, detenuti del carcere delle Novate, inseriti nel progetto Exnovo che consente loro di guadagnare una seconda possibilità attraverso il lavoro. I detenuti vengono scelti tra chi è ritenuto idoneo per condotta ed è prossimo alla fine della pena; la cooperativa sociale Orto Botanico li assume e li retribuisce e gli esperti dell’Università Cattolica insieme alla società di consulenza Geoponica insegnano le tecniche della coltivazione di prodotti sostenibili e di qualità. Nascono così le fragole che, a chilometro zero, tra pochi giorni approderanno all’IperCoop di Montale a disposizione dei consumatori.
Il progetto gode del sostegno della Fondazione Cattolica Assicurazione. L’obiettivo è quello di estendere la possibilità di coltivare fragole ad altri detenuti. Maria Gabriella Lusi, da due mesi direttrice del carcere di Piacenza, è orgogliosa del progetto: “Il lavoro riduce le possibilità di reiterare il reato” spiega. “Abbiamo sbagliato in passato – commentano Marco e Antonio – e ora i nostri sacrifici serviranno a costruire il futuro”. La libertà li attende tra un anno.
Il progetto gode del sostegno della Fondazione Cattolica Assicurazione. L’obiettivo è quello di estendere la possibilità di coltivare fragole ad altri detenuti. Maria Gabriella Lusi, da due mesi direttrice del carcere di Piacenza, è orgogliosa del progetto: “Il lavoro riduce le possibilità di reiterare il reato” spiega. “Abbiamo sbagliato in passato – commentano Marco e Antonio – e ora i nostri sacrifici serviranno a costruire il futuro”. La libertà li attende tra un anno.
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