Fratelli mugnai muoiono e lasciano tutto alle cure dei piccoli: il tesoro è milionario
Redazione Online
|2 anni fa

Quattro fratelli, in una famiglia di mugnai d’altri tempi, muoiono nella loro casa in viale Vittoria a Bettola, senza figli.
Ma la svolta che tiene ora con il fiato sospeso – e commuove – inizia paradossalmente qui. Bruno Ferri chiude gli occhi per sempre ad aprile; Pierina, l’ultima dei quattro fratelli, il 13 agosto, a più di novant’anni.
Il suo ultimo pensiero è andato ancora a loro: alle migliaia di bimbi che, come ostetrica, aveva aiutato a venire alla luce.
Bruno e Pierina si erano fatti una promessa: in caso di mancanza dell’uno o dell’altra avrebbero nominato il fratello o la sorella erede universale. E alla sua morte, l’eredità dei fratelli Ferri sarebbe andata alle cure per i più piccoli, sostenendo concretamente i reparti dell’ospedale Gaslini di Genova.
Ora che gli ultimi fratelli Ferri, nella famiglia di mugnai, sono sepolti al camposanto di Bettola, è nato il loro progetto: una fondazione, che sostenga con un valore eccezionale di alcuni milioni di euro la speranza per i più piccoli malati.
Nel tesoro che potrà essere donato agli altri ci sono diverse proprietà. Ad esempio quello che loro chiamavano il “castello”, in Scozia, un cottage con un lago e una tenuta dove i fratelli Bruno e Giuseppe andavano a caccia e che avevano conosciuto tramite la sorella Anna, emigrata da ragazza e arrivata ai vertici dei magazzini Harrods in Brompton Road a Londra; o ancora il vecchio caseificio di Mareto, a Farini.
Ad aiutarli nella delicata operazione, dal 2017, è stato Tommaso Boscarelli, Private Partner per Allianz Bank Financial Advisor di Milano. La Fondazione Italia per il Dono gestisce oggi oltre 350 fondi e sostiene circa 770 progetti, coinvolgendo più di 10mila donatori.
Ma la svolta che tiene ora con il fiato sospeso – e commuove – inizia paradossalmente qui. Bruno Ferri chiude gli occhi per sempre ad aprile; Pierina, l’ultima dei quattro fratelli, il 13 agosto, a più di novant’anni.
Il suo ultimo pensiero è andato ancora a loro: alle migliaia di bimbi che, come ostetrica, aveva aiutato a venire alla luce.
Bruno e Pierina si erano fatti una promessa: in caso di mancanza dell’uno o dell’altra avrebbero nominato il fratello o la sorella erede universale. E alla sua morte, l’eredità dei fratelli Ferri sarebbe andata alle cure per i più piccoli, sostenendo concretamente i reparti dell’ospedale Gaslini di Genova.
Ora che gli ultimi fratelli Ferri, nella famiglia di mugnai, sono sepolti al camposanto di Bettola, è nato il loro progetto: una fondazione, che sostenga con un valore eccezionale di alcuni milioni di euro la speranza per i più piccoli malati.
Nel tesoro che potrà essere donato agli altri ci sono diverse proprietà. Ad esempio quello che loro chiamavano il “castello”, in Scozia, un cottage con un lago e una tenuta dove i fratelli Bruno e Giuseppe andavano a caccia e che avevano conosciuto tramite la sorella Anna, emigrata da ragazza e arrivata ai vertici dei magazzini Harrods in Brompton Road a Londra; o ancora il vecchio caseificio di Mareto, a Farini.
Ad aiutarli nella delicata operazione, dal 2017, è stato Tommaso Boscarelli, Private Partner per Allianz Bank Financial Advisor di Milano. La Fondazione Italia per il Dono gestisce oggi oltre 350 fondi e sostiene circa 770 progetti, coinvolgendo più di 10mila donatori.
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