"Gli alunni non saranno più gli stessi. La scuola deve ricucire le ferite"
Redazione Online
|5 anni fa

“Ridare speranza ai giovani, con uno slancio inedito verso il futuro”. E’ una vera e propria missione quella che delinea Stefano Versari, direttore del provveditorato scolastico regionale. Nella sua lunga lettera indirizzata agli istituti scolastici dell’Emilia Romagna, compresi quelli piacentini, si prospetta il futuro dell’istruzione: dopo la pandemia da Covid, del resto, nulla sarà più come prima. “Nemmeno gli alunni – sottolinea Versari -, gli insegnanti non possono aspettarsi di rivederli esattamente come li avevano lasciati a febbraio”.
Ci sono infatti nuove difficoltà sociali a cui far fronte, complice anche il lungo periodo di didattica a distanza: “La paura, la preoccupazione, le incertezze e i fattori di stress costanti nella popolazione durante l’epidemia possono portare a conseguenze a lungo termine all’interno delle comunità, delle famiglie e degli individui vulnerabili. Parliamo, in questo caso, di rischi psicosociali e della loro ripercussione sul fare scuola”.
Gli effetti del disagio sugli studenti – Il direttore Versari redige una lista, seppur provvisoria, delle condizioni di rischio più rilevate: “Comparsa o acutizzazione di problematiche comportamentali, come irritabilità, problemi con il sonno, risvegli notturni, bizzosità e paura del buio, ma anche segni di regressione a comportamenti di età inferiore, senso di solitudine negli adolescenti, più tempo trascorso sui social o al telefono e incremento di tristezza, ansia, collera apparentemente immotivata e disturbi alimentari”.
Da dove ripartire – “Non ci si può aspettare di rivedere a scuola gli stessi alunni che sono spariti a febbraio – scrive Versari -. Neppure quelli che hanno seguito a distanza sono come prima. Non si può pensare perciò ad un rientro a scuola riprendendo da dove si era lasciato, come se nulla fosse successo nel frattempo. La scuola, in primis gli insegnanti, deve tenere a mente – nella congerie di adempimenti ordinari e straordinari da predisporre per la ripartenza – che sarà necessario conoscere di nuovo ciascun singolo alunno, per ciò che ha vissuto e per come lo ha vissuto. Ciò dal punto di vista degli apprendimenti formali, così come dal punto di vista personale, emozionale, esperienziale. Quello che abbiamo vissuto, lo sappiamo o no, ha cambiato noi stessi e la nostra visione del presente e del futuro”.
Recuperare la sfera emotiva – “Un aspetto importante, su cui prepararsi fin da questo periodo estivo, riguarda la paura per il futuro che già caratterizzava le generazioni dei nati nel nuovo millennio e che ora, a causa della pandemia, rischia di diventare un sentimento diffuso e deleterio. Ridonare un orizzonte significativo ai giovani è un compito sociale, ma la scuola può fare molto per costruire la fiducia di ciascun allievo nelle proprie capacità e possibilità; così come può aiutare a comprendere che il futuro non è precostituito, quanto piuttosto esito anche del nostro comune impegno di costruzione. Non c’è scuola senza speranza, slancio verso il domani, fiducia nell’impegno personale e di comunità, reciprocità e senso dell’esistenza”.
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