Guardia medica nelle valli: "Spostarla verso l'alto. Senza la montagna muore"
Redazione Online
|4 anni fa

Spostare il servizio di continuità assistenziale – la guardia medica – verso l’alto delle valli, coinvolgendo tutti i territori delle vallate a partire da quelli più in basso. E’ la proposta emersa alla Conferenza socio sanitaria di martedì 11 gennaio in risposta agli accorpamenti che hanno coinvolto i territori di Ottone e Ferriere.
“Un provvedimento che non è frutto di una programmazione – ha spiegato nuovamente il direttore generale Ausl, Luca Baldino -, ma che è temporaneo a motivo delle necessità contingenti. Stiamo cercando una soluzione percorrendo due strade – ha proseguito Baldino: un bando specifico per Ottone e Ferriere per incentivare l’attività in territori disagiati; e poi gli accorpamenti”.
L’idea di spostare verso l’alto i servizi di continuità assistenziale poggia sulla considerazione che i centri abitati delle basse valli possono più facilmente orientarsi verso la città, mentre nelle zone più montane gli spostamenti sono più impegnativi e di conseguenza le guardie mediche devono essere più vicine.
Dai sindaci dei territori montani è arrivato anche l’appello a continuare a mantenere il servizio, “perché senza assistenza sanitaria è più difficile abitare e ri-abitare, e la montagna muore”, e per dare un segnale di rassicurazione ai residenti, spesso anziani.
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