Il canile di Fiorenzuola ora ha un'infermiera

Tanti gli animali in attesa di un'adozione, molti di loro sono anziani ma hanno tanta voglia di avere una famiglia. L'appello: «Sapranno donarvi affetto»

Donata Meneghelli
|2 ore fa
Il canile di Fiorenzuola ora ha un'infermiera
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E’ stata inaugurata al canile intercomunale di Fiorenzuola la nuova infermeria, donata da Silvano Borra e la moglie Giuliana Maffini per fare del bene agli ospiti a quattro zampe e anche come segno di riconoscenza per l’opera dei volontari dell’associazione Amici del Cane, di cui loro furono fondatori e che oggi gestisce la struttura. 
La festa per il taglio del nastro è stata occasione per lanciare un appello: «adottate anche i cani anziani. Sapranno darvi tanto affetto». Alcuni dei cani ‘decani’ (ci si perdoni il gioco di parole) sono stati protagonisti di alcuni giochi di abilità, guidati dall’educatrice cinofila Giorgia Michelotti, 

Di fronte ad un pubblico di grandi e piccoli sono stati presentati alcuni cani cosiddetti anziani, ma ancora desiderosi di una famiglia e di muoversi all’aria aperta, come Otzy o Paul 13 anni e sordo, portato in canile dopo una rinuncia di proprietà. Una rinuncia di proprietà (l’anziana padrona è andata all’ospedale) anche per Laika, 15 anni, davvero molto socievole e vispa. C’è anche Schizzo, 13 anni, in canile da 12.. Ora i cani ospiti sono 24, di cui 8 sotto sequestro (per procedimenti giudiziari). Una dozzina gli adottabili. Sulla pagina social dell’associazione Amici del cane Fiorenzuola d’Arda li potete conoscere uno ad uno.

Raccontate anche storie di adozione ben riuscite: negli ultimi 5 anni al canile di Fiorenzuola sono andate a buon fine 210 adozioni. 
Elena e Lino, hanno scelto di adottare Lillo, Lillino, Benny, cani con disabilità
Merita di essere citata, la storia di «Così Elena Scaffardi e Lino Allodi, marito e moglie, che hanno adottato cani con difficoltà. Come Lillo, che conobbero nel 2023 al canile di Fiorenzuola dove era diventato la mascotte dei volontari: la sua colonna vertebrale si era spezzata per le conseguenze di una tromba d’aria che colpì la struttura una decina d’anni fa. Lillo era cresciuto al canile, muovendosi con un carrellino visto che le due zampe posteriori erano rimaste paralizzate.
Elena e Lino, che abitano nelle campagne di Fornovo con tanti cani e gatti, scelsero di adottarlo quando era già verso la fine della sua vita, e aveva bisogno di molte cure. Lillo è morto il 28 febbraio scorso. Elena dopo poco è venuta a conoscenza di un cucciolo vittima di un incidente, anche lui rimasto semiparalizzato. Ha fatto un lungo viaggio per recuperarlo in Sicilia e l’11 aprile lo ha adottato.
Dal canile di Fiorenzuola ha adottato anche Benny, che è cieco ma fa lunghe passeggiate con Gastone, un cane molto anziano. Lina e Elena non lasciano indietro nessuno e incoraggiano altri a seguire la loro strada: «Si tratta solo di volontà e amore, perché la gestione di questi animali non è complicata, basta organizzarsi e tutto viene naturale».