Il liceo Respighi spegne 75 candeline. Cerimonia, concerto e videomapping
Redazione Online
|3 anni fa

Gli anni delle occupazioni di fabbriche e scuole sono lontani, nel 1947. La guerra è finita da poco, c’è la voglia di ricostruire, il boom economico è alle porte, le famiglie scalpitano perché i figli tornino in classe. C’è un Paese da riformare e il liceo scientifico Respighi, in quegli anni, offre delle buone basi: nel dopoguerra gli studenti crescono vertiginosamente, nel 1947 sono oltre duecento e riempiono ogni spazio della vecchia sede di via della Ferma. Addirittura la bidelleria viene usata per fare lezione. Tutto scorre così fin quando un preside di nome Angelo Tarozzi chiama a raccolta tutte le classi e una mattina di marzo va a “occupare” i due edifici che ancora oggi ospitano il Respighi. Oggi, martedì, quell’anniversario verrà ricordato alle 10 con una cerimonia istituzionale che si svolgerà nella sede del liceo: alle 18 invece è in programma un concerto degli studenti con un videomapping dedicato alla storia del Respighi sulle pareti esterne della scuola.
Già in questi giorni però le celebrazioni sono iniziate: ieri infatti è stato il fisico dell’università di Pavia Paolo Montagna a tenere una lezione su “Il nucleare al servizio dell’uomo: impieghi delle radiazioni ionizzanti in diagnostica e terapia media e in altri ambiti sociali” e successivamente a inaugurare il laboratorio “Escape room per particelle”. La cerimonia ufficiale invece si tiene proprio oggi: “Abbiamo scelto la giornata del 22 marzo – spiega il presidente degli Amici del liceo Respighi Ippolito Negri – perché in quella data, nel 1947, si colloca un diverbio molto acceso fra l’allora preside della scuola Tarozzi e uno sfollato che viveva nella ex Casa della gioventù, sede fra l’altro del Coni e di un’associazione giovanile: di fatto dopo quella lite l’edificio diventa ufficialmente scuola”.
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