«Il nuovo ospedale e quella prelazione incompatibile. E ora l'Ausl cosa fa?»

Il comitato Salviampospedale richiama una sentenza della Corte di Giustizia

Gabriele Faravelli
|2 ore fa
«Il nuovo ospedale e quella prelazione incompatibile. E ora l'Ausl cosa fa?»
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C'è un nuovo ostacolo sulla strada della costruzione del nuovo ospedale. È la recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha affermato che il meccanismo di prelazione a favore del promotore è ritenuto incompatibile con il Diritto europeo. Lo ha fatto notare il comitato Salviamospedale, l'avviso pubblico dell'Ausl per il progetto prevede proprio questo diritto di prelazione, si chiedono chiarimenti in merito e se la sentenza potrà bloccare tutto.
«Facciamo un passo indietro – ha spiegato Augusto Ridella del comitato alla conferenza organizzata ieri mattina all'Euro Hotel insieme a Giovanni Ambroggi e agli altri membri – l'Ausl ha fatto una proposta chiedendo a varie imprese di partecipare alla costruzione del nuovo ospedale mettendoci circa 160 milioni su oltre 300 di investimento complessivo, ci sono state nove realtà interessate che poi si sono ridotte a tre, tra le quali dovrà scegliere proprio in questi giorni quale sarà la migliore. In seguito, questa proposta verrà messa al bando e le altre due possono fare un'offerta al ribasso facendo lo stesso lavoro a un costo minore, però il cosiddetto promotore selezionato appunto in precedenza avrebbe comunque il diritto di prelazione per fare parte del progetto. La sentenza della Corte di Giustizia dice invece che questa clausola di prelazione è in contrasto con il Diritto dell'Unione Europea perché fa venir meno la concorrenza».
Preoccupati a questo punto i rappresentanti del Comitato, «anche perché avevamo invitato l'Ausl proprio a questa conferenza per avere delucidazioni e invece non si è presentato nessuno. Ma noi ci chiediamo: che cosa succede adesso? L'Ausl dovrà rifare tutto quanto? Eliminerà solamente questa clausola? Ci dica qualcosa in merito». Si temono pesanti ripercussioni: «Rischiamo non solamente di ritardare la costruzione del nuovo ospedale, ma anche di non poter ristrutturare, ampliare e rendere più efficiente quello vecchio come sosteniamo noi da tempo. Insomma, c'è il pericolo che non si riesca a fare nulla, per cui facciamo l'appello all'Ausl perché si fermino e facciano i dovuti controlli».