Klimt, nuovo ospedale e spacciatore pentito: un anno di notizie che danno speranza
Redazione Online
|6 anni fa

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Il 2019 sembrava avviato ad andare in archivio come un anno di notizie negative, addirittura drammatiche, in particolare per i femminicidi di Elisa Pomarelli e Damia El Assali e i continui casi di violenza e maltrattamenti sulle donne.
Ma proprio una “signora”, ritratta da Gustav Klimt sul quadro rubato 22 anni fa alla Ricci Oddi, ha ridato una luce di speranza e ottimismo su un anno difficile per molti piacentini.
Il 10 dicembre tre giardinieri che si occupavano della manutenzione esterna della galleria d’arte, hanno aperto una botola coperta dall’edera, trovando un sacco nero. Per fortuna non l’hanno buttato, ma portato al custode, che una volta aperto è quasi svenuto riconoscendo il Ritratto di signora, capolavoro che ha la caratterista unica di nascondere un altro dipinto, il Ritratto di ragazza con cappello.
La notizia del ritrovamento ha fatto letteralmente il giro del mondo e, in attesa di capire se si tratti effettivamente dell’originale, le istituzioni si sono già mosse per valorizzare questo regalo pre-natalizio che tutti i piacentini hanno ricevuto. Ovviamente sono in corso le indagini per capire chi abbia rubato il quadro, dove sia stato per tutto questo tempo e chi lo abbia messo in quella botola.
Ma proprio una “signora”, ritratta da Gustav Klimt sul quadro rubato 22 anni fa alla Ricci Oddi, ha ridato una luce di speranza e ottimismo su un anno difficile per molti piacentini.
Il 10 dicembre tre giardinieri che si occupavano della manutenzione esterna della galleria d’arte, hanno aperto una botola coperta dall’edera, trovando un sacco nero. Per fortuna non l’hanno buttato, ma portato al custode, che una volta aperto è quasi svenuto riconoscendo il Ritratto di signora, capolavoro che ha la caratterista unica di nascondere un altro dipinto, il Ritratto di ragazza con cappello.
La notizia del ritrovamento ha fatto letteralmente il giro del mondo e, in attesa di capire se si tratti effettivamente dell’originale, le istituzioni si sono già mosse per valorizzare questo regalo pre-natalizio che tutti i piacentini hanno ricevuto. Ovviamente sono in corso le indagini per capire chi abbia rubato il quadro, dove sia stato per tutto questo tempo e chi lo abbia messo in quella botola.
Non sono mancate altre buone notizie per tutta la comunità piacentina, ad esempio l’avvio definitivo dell’iter per la realizzazione del nuovo ospedale cittadino, con l’individuazione, non senza polemiche, dell’area su cui realizzarlo. E’ alla Farnesiana, proprio di fronte al carcere, e per le prime settimane del nuovo anno si attende che la pratica decolli definitivamente.
A proposito di cantieri, è stato assegnato l’appalto e finalmente si potrà ristrutturare il ponte di Pievetta tra Castel San Giovanni e la Lombardia ed è stato aperto il primo tratto di quella che sembrava un eterna incompiuta, vale a dire la tangenziale tra Crocetta di San Polo e San Giorgio. Servirà a ridurre il traffico e quindi inquinamento, un problema che soprattutto continua a soffocare soprattutto la città e che sembra non trovare soluzione. In primavera Piacenza aveva già esaurito i giorni di sforamento al limite delle polveri sottili concessi dalla legge, in estate il caldo anomalo ha portato con sé anche l’allarme ozono, mentre in autunno e inverno sono tornate altissime le Pm10, nonostante divieti e blocchi emergenziali.
Per fortuna, nel 2019 è arrivata anche qualche storia che consente di guardare al futuro con ottimismo. Ad esempio, si è riempita di significati concreti la parola “prevenzione”: a fine ottobre un uomo di 67 anni è stato soccorso e rianimato al “Caprice” di Piacenza grazie all’utilizzo del defibrillatore che poche settimane prima era stato donato al locale nell’ambito del protocollo d’intesa per la sicurezza delle discoteche e del progetto Disagiovani, promosso dalla Prefettura con il supporto di Progetto Vita ed Editoriale Libertà.
E in mezzo tanti fatti di cronaca nera più o meno efferati, ne è sputato uno controcorrente e quasi unico: uno sconosciuto è andato dal parroco di Borgotrebbia per confessarsi e durante il colloquio gli ha lasciato un chilo e mezzo di marijuana come segno di pentimento.
A proposito di cantieri, è stato assegnato l’appalto e finalmente si potrà ristrutturare il ponte di Pievetta tra Castel San Giovanni e la Lombardia ed è stato aperto il primo tratto di quella che sembrava un eterna incompiuta, vale a dire la tangenziale tra Crocetta di San Polo e San Giorgio. Servirà a ridurre il traffico e quindi inquinamento, un problema che soprattutto continua a soffocare soprattutto la città e che sembra non trovare soluzione. In primavera Piacenza aveva già esaurito i giorni di sforamento al limite delle polveri sottili concessi dalla legge, in estate il caldo anomalo ha portato con sé anche l’allarme ozono, mentre in autunno e inverno sono tornate altissime le Pm10, nonostante divieti e blocchi emergenziali.
Per fortuna, nel 2019 è arrivata anche qualche storia che consente di guardare al futuro con ottimismo. Ad esempio, si è riempita di significati concreti la parola “prevenzione”: a fine ottobre un uomo di 67 anni è stato soccorso e rianimato al “Caprice” di Piacenza grazie all’utilizzo del defibrillatore che poche settimane prima era stato donato al locale nell’ambito del protocollo d’intesa per la sicurezza delle discoteche e del progetto Disagiovani, promosso dalla Prefettura con il supporto di Progetto Vita ed Editoriale Libertà.
E in mezzo tanti fatti di cronaca nera più o meno efferati, ne è sputato uno controcorrente e quasi unico: uno sconosciuto è andato dal parroco di Borgotrebbia per confessarsi e durante il colloquio gli ha lasciato un chilo e mezzo di marijuana come segno di pentimento.
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