La protesta di un gruppo di migranti: "Da tre mesi non riceviamo il pocket money"
Redazione Online
|2 anni fa

Da tre mesi attendono il loro “pocket money”, ossia quella piccola somma giornaliera – due euro e 50 – che dovrebbe garantire un minimo di autonomia economica. È un gruppo di migranti attualmente residenti a Piacenza e ospiti di un centro gestito dalla cooperativa sociale L’Ippogrifo a sollevare la questione, attraverso una nota inviata dal Coordinamento migranti di Bologna, chiedendo ciò che è a loro dovuto.
“Siamo stati trasferiti a Piacenza il 10 ottobre e da allora non abbiamo visto neppure un euro – spiega uno dei ragazzi in una video intervista diffusa in rete – siamo senza permesso di soggiorno e quindi non possiamo lavorare. Lo scorso venerdì siamo andati negli uffici del nostro centro e ci hanno spiegato che la prefettura non ha pagato neppure alla cooperativa il pocket money: siamo andati in prefettura e ci hanno detto di aspettare martedì 16”.
Da parte sua L’Ippogrifo non nega il ritardo nel pagamento dei pocket money: “C’è un lieve ritardo, ma confermiamo che i migranti sono stati convocati nella giornata del 16 gennaio per la corresponsione di quanto dovuto – fanno sapere dalla cooperativa -L’Ippogrifo ha sempre garantito tutti i servizi richiesti, in particolare il pagamento dei canoni di locazione, delle utenze, delle spese per il vitto, anche “etnico” e dei farmaci necessari, con cura particolare per i minori accolti”.
La cooperativa parla di “accuse ingenerose”: “Vista l’attuale situazione generale della gestione dell’immigrazione in Italia, con procedure di rendicontazione sempre più laboriose e una burocrazia sempre più asfissiante, inevitabilmente si producono ritardi a tutti i livelli” sottolineano.
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