La storia di Raffaella, sordomuta art director di Vogue: "Non mi sento esclusa"
Redazione Online
|9 anni fa

Oggi si definisce “Una viaggiatrice silenziosa”, ma fino a pochi mesi fa, nonostante sia sorda, è stata art director di Vogue Bambini e Vogue Sposa per la casa editrice Condé Nast. Non è stato il mondo della moda e della Milano da copertina a renderla, però, tanto bella: Raffaella Londei, nata a Piacenza nel 1958, è stata figlia di un partigiano, e non di un partigiano qualunque, ma dell’indimenticato comandante Italo, che, giovanissimo, rifiutò la laurea in Ingegneria per salvare la Valtrebbia. Quando Raffaella ha iniziato a lavorare a Milano erano gli anni Ottanta: “Era un lavoro artigianale, molto manuale, si impaginava pagina dopo pagina con le foto degli abiti, degli accessori e delle modelle usando con la Cow Gum (la colla che per ridere chiamavamo “tossica”) su carta bianca”, ha raccontato. “Non mi sento esclusa dall’essere sordomuta. Vorremmo essere trattati alla pari e con un po’ più di pazienza, senza indifferenza o superiorità, in questa vita frenetica. Non è giusto per i sordomuti stare chiusi in tribù come avviene per le minoranze. Questo potrebbe indebolirne le possibilità di ricoprire ruoli attivi e normali nella società”.
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