La tragedia senza fine: oggi giornata delle vittime del Covid. Oltre 1.500 a Piacenza
Redazione Online
|5 anni fa

Un minuto di silenzio per non dimenticare chi ha pagato con la vita l’arrivo di questo invisibile, quanto devastante virus. Oggi, 18 marzo, in tutta Italia si è celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. Una ricorrenza istituita ufficialmente ieri in Senato per “conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone decedute”. Anche a Piacenza, come in tante altre città italiane, le bandiere esposte a mezz’asta dal municipio e dagli edifici pubblici come simbolo di una cicatrice che non si cancella. Il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri e il prefetto Daniela Lupo hanno osservato un minuto di raccoglimento in piazza Mercanti, come è avvenuto simbolicamente in tutti i comuni aderenti all’iniziativa. Piacenza ha pagato un tributo altissimo, con oltre 1.500 vittime da marzo 2020.
“La pandemia non è finita – scrive la prefettura -. Il modo migliore per onorare le vittime e chi combatte per la vita propria e degli altri è adottare tutti comportamenti responsabili. Ma oggi è giusto riflettere insieme e ricordare le persone care”.
L’idea – approvata con voto all’unanimità – era stata lanciata nei mesi scorsi dal piacentino Cristian Camisa, vicepresidente nazionale dell’associazione di categoria Confapi: “Penso sia sacrosanto non dimenticare quei periodi in cui la città di Piacenza, al pari di Bergamo, Brescia e il Basso Lodigiano, attraversò giornate che rimarranno per sempre nella nostra memoria”.
Anche Editoriale Libertà si è unito al dolore delle tante famiglie colpite da questa immane tragedia. I dipendenti hanno rispettato un minuto di silenzio in ricordo di tutte le persone che, pur combattendo, sono state sconfitte dal virus.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano








