Liti con enti pubblici, boom di richieste al difensore civico

Nel 2025 sono state presentate 57 istanze da Piacenza e provincia

Thomas Trenchi
|2 ore fa
Piacenza dall'alto
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In pochi lo conoscono davvero, eppure può diventare decisivo quando un ufficio pubblico smette di rispondere, una pratica resta ferma per mesi o un cittadino si ritrova intrappolato tra sportelli, protocolli e silenzi. È il difensore civico dell’Emilia-Romagna, figura autonoma e indipendente della Regione che interviene nei conflitti tra cittadini e pubblica amministrazione senza bisogno di avvocati o tribunali. Non emette sentenze e non cancella provvedimenti, ma può aprire una corsia diretta con gli enti, sollecitare chiarimenti e spingere gli uffici a correggere errori o ritardi.
Anche il territorio piacentino conosce questo strumento. Nel 2025 sono state presentate 57 istanze da Piacenza e provincia. Di queste, 43 si sono concluse positivamente: il 75,4%. Nel dato rientrano pratiche accolte, riesami favorevoli, segnalazioni risolte durante l’istruttoria e orientamenti che hanno comunque permesso ai cittadini di ottenere una risposta concreta. 
Il settore più critico è quello dell’accesso agli atti, con 14 segnalazioni. Succede, ad esempio, quando una persona chiede documenti relativi a una graduatoria, a una pratica edilizia o a un verbale e non riceve risposta. Seguono le questioni sanitarie con nove casi: ticket contestati, tempi d’attesa, difficoltà burocratiche con Ausl e Asp. 
Nel 2025 la difesa civica della Regione Emilia-Romagna ha registrato una crescita rilevante: le istanze pervenute all’ufficio sono aumentate di circa il 60% rispetto alla media degli anni precedenti, da Piacenza a Rimini. «È un dato che non misura soltanto la crescente fiducia dei cittadini, ma anche la maturità del rapporto con le amministrazioni, sempre più disponibili al confronto e, quando necessario, a correggere la propria condotta - commenta il difensore civico Guido Giusti, avvocato modenese -. È in questo equilibrio che le segnalazioni diventano soluzioni e le difficoltà trovano risposta. Resta tuttavia necessario far conoscere maggiormente l’istituto del difensore civico».