Lo studio per cantare, la vita con i profughi i 5 anni a Piacenza della coreana Jisun
Redazione Online
|4 anni fa

Non è una profuga, bensì una “migrante del bel canto”. Cinque anni fa ha lasciato il suo paese per l’Italia e Verdi. Oggi salirà su un aereo per tornare definitivamente ma sente che qualcosa le manca già. “Piacenza, la gente, i bambini qui, Giuseppina (Schiavi, ndr.), i tortelli, il bel canto, la mia bicicletta con cui sono andata in riva al Po, a Mortizza, a cantare le arie di Verdi”. E’ la storia di una giovane – Jisun Choi, 31enne della Corea del Sud – che durante la sua permanenza a Piacenza per diplomarsi in canto lirico al Nicolini è stata uno dei pilastri della Casa protezione della Giovane di via Tempio aiutando i profughi di ieri – giovani donne, sopravvissute al Mediterraneo, ora madri – e i primi profughi di adesso, in fuga dall’Ucraina.
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