Mauro Ferrari, il sarto dei candidati: «Reggi era un outsider, ma sappiamo com'è finita»

In uscita a maggio "La fabbrica dei mostri" il libro che racconta i segreti delle corse a sindaco

Filippo Lezoli
|2 ore fa
Mauro Ferrari- © Libertà
Mauro Ferrari- © Libertà
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Un sarto delle campagne elettorali. Questo è Mauro Ferrari. Piacentino, classe 1947, per tutti lo spin doctor delle campagne vincenti, altrimenti definito “guru” proprio per la sua propensione a fare eleggere i candidato di cui si occupa. Ma lui preferisce parlare di relazioni costruite con il candidato sindaco di turno, si chiamino Roberto Reggi, Luigi Boiardi, Massimo Trespidi o Patrizia Barbieri, tanto per citare quelli a cui ha curato la corsa a casa nostra, o Giorgio Gori a Bergamo e Sergio Giordani a Padova, ed altri ancora. 
«Nel 2002 Reggi era l’outsider della campagna elettorale. Facciamolo perdere con dignità, dicevano: poi sappiamo com’è andata a finire. La campagna del 2007, quella della rielezione, fu caratterizzata dal colore arancione, non ancora usato in politica» le sue parole, con Patrizia Barbieri, invece, nel 2022, arrivò però più tardi. «Sì. E trovai una situazione complicata, anche se credo di avere svolto un buon lavoro. Mi piaceva molto Patrizia, una persona straordinaria. Per questo mi dispiace per quella sconfitta».
Ferrari ha messo assieme trent’anni di professione in “La fabbrica dei mostri. Trent’anni di creatività nelle campagne elettorali”, volume edito da Franco Angeli, in uscita il 18 maggio, che racconta da una parte come si articola sul campo una campagna elettorale, con esempi tratti dalla vita dell’autore, assolvendo anche il compito di manuale pratico per chi si trova alle prese con un candidato che punta al ruolo di sindaco. Come si evince dal titolo, che allude alla capacità di chi fa comunicazione politica di “costruire” immagini, personalità e narrazioni, il tutto è condito con ironia perché è quella, spiega Ferrari, che spesso fa la differenza.