Microcriminalità, Fiorenzuola e Gropparello nel mirino dei baby vandali
Aumentano le segnalazioni e le preoccupazioni dei residenti. In Val d'Arda diverse le denunce ai carabinieri, in Val Vezzeno un volontario spintonato
Federica Duani
|3 ore fa

Carabinieri
«Guardi, siamo disperati. E altroché se abbiamo paura».
Una cittadina di Fiorenzuola, che chiede di restare anonima (« Mi manca solo di avere qualche guaio con questi qui...»), si fa portavoce di un gruppo di residenti nel centro storico.
Descrive questo: urla dalle tre del pomeriggio, danni alle porte e alle saracinesche di casa propria, bottigliette d’acqua che dalla strada vengono lanciate verso l’alto. L’obiettivo è farle arrivare dentro casa, attraverso le finestre aperte: un “gioco” che non fa ridere. Spaventa. Anche perché si arriva anche a scassinare la serratura. « Di queste bande di ragazzi non se ne può più», spiega, esasperata, la cittadina, cui si unisce la voce di altri.
«Arrivano in gruppo, alle volte arrivando ad essere in sessanta o settanta », dicono. «La situazione è allucinante da tutta l’estate, ma ad occhio e croce è iniziata ad aprile scorso. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri e segnalato la situazione anche alla polizia locale. Siamo tormentati e, quando proviamo a difenderci, questi ragazzi non fanno che parlottare e peggiorare i danni».
Problematiche simili si registrano anche a Gropparello. Al centro delle preoccupazioni di residenti, commercianti e volontari sembra esserci una “banda” di giovanissimi composta sia da ragazzi che da ragazze che agiscono sul territorio facendosi scudo gli uni degli altri.
L’ultimo grave episodio, verificatosi durante una manifestazione pubblica, ha trasformato la latente preoccupazione sociale in un appello a intervenire: un volontario della Pro loco Giovani Gropparello ha infatti provato a richiamare un genitore sulle scorrettezze commesse dal figlio, ricordando anche i disordini già provocati nel mese di luglio nella zona di Chiesa Vecchia.
La risposta del genitore è stata un’esplosione di violenza verbale e fisica: il volontario è stato spintonato con forza ed è caduto a terra davanti agli occhi sbalorditi e indignati della popolazione presente.
La richiesta che s’innalza ormai unanime dalle associazioni di volontariato e dai cittadini è chiara: « Non bastano più i semplici richiami formali».
E c’è chi aggiunge: «Occorrono un presidio fisso sul territorio da parte delle forze dell’ordine, controlli mirati nelle aree di ritrovo e un intervento educativo rigido e tempestivo prima che questa deriva giovanile lasci ferite irreversibili nel tessuto sociale del paese».

