Nobel ai sanitari, Galvani: "Gratitudine per l'esercito di pace che ci ha protetto"
Redazione Online
|4 anni fa

E’ ancora ben presente nella mente di tutti i cittadini lo sforzo immane e lo spirito di sacrificio che hanno contraddistinto le giornate infinite e tragiche vissute dai sanitari durante i mesi più duri della pandemia, a marzo 2020, quando a Piacenza e in Italia si è abbattuto, con una violenza inaudita, l’uragano Covid. Una battaglia che, ancora oggi, non abbiamo vinto. Sul campo, in un anno e mezzo, sono rimaste 1.570 vittime, solo nel nostro territorio. La parte da leone, nella notta contro il virus, l’hanno fatta tutti i medici, infermieri, Oss e dipendenti di ospedali, cliniche e studi privati. Hanno lavorato incessantemente per mesi, mettendo a rischio la propria vita e ammalandosi a loro volta. Hanno visto morire sotto i propri occhi centinaia di persone, senza poter fare nulla e ne hanno salvate altrettante, portandosi dentro una ferita che resterà indelebile.
Per riconoscere questo impegno, Piacenza, sede della Fondazione Gorbachev e del Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace e definita Città Mondiale dei Costruttori di Pace prosegue nella sua missione per portare al riconoscimento mondiale i medici e il personale sanitario italiani che hanno affrontato l’emergenza della pandemia in condizioni spesso drammatiche e proibitive: testimonial dell’iniziativa è l’ematologo-oncologo Luigi Cavanna, proponente firmatario della candidatura è il professor Mauro Paladini. I dettagli e i passaggi che mancano alla chiusura della campagna sono stati illustrati stamattina, 29 luglio nella Sala Consiglio della Provincia di Piacenza. Paola Galvani, vice presidente dell’ente, spiega: “Vogliamo tramutare il dolore in memoria e dimostrare la profonda gratitudine per un “esercito di pace”, in prima linea del fronte, che ci ha protetto”
Intanto la “Sala degli Arazzi” dell’Opera Pia Alberoni ospiterà, a settembre, la serata concertistica in cui verrà presentato l’inno ufficiale della Campagna per l’attribuzione del Premio Nobel per la Pace al Corpo Sanitario Italiano.
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